La casa delle voci
Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l'ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l'addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall'altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un'adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un'illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un'adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l'assassina è proprio lei.

La casa delle voci Details

TitleLa casa delle voci
Author
LanguageItalian
ReleaseDec 2nd, 2019
PublisherLonganesi
ISBN-139788830455320
Rating
GenreThriller, Mystery, European Literature, Italian Literature

La casa delle voci Review

  • Lia Valenti
    January 1, 1970
    Risposte,risposte,voglio risposte!Ho letto sino a tarda notte, per sapere quello che invece Carrisi si è come al solito scordato di scrivere, la risposta all' unica domanda che mi interessava.400 pagine di congetture e deliri, e alla fine non spiega come faceva TIZIA a sapere tante cose sulla vita di Caio.Sono arciconvinta che Carrisi ormai si è convinto che può scrivere qualsiasi cazzata e nessuno dei suoi lettori gliene renderà conto.Uno scrittore VERO, scriverebbe solo cose e fatti di cui Risposte,risposte,voglio risposte!Ho letto sino a tarda notte, per sapere quello che invece Carrisi si è come al solito scordato di scrivere, la risposta all' unica domanda che mi interessava.400 pagine di congetture e deliri, e alla fine non spiega come faceva TIZIA a sapere tante cose sulla vita di Caio.Sono arciconvinta che Carrisi ormai si è convinto che può scrivere qualsiasi cazzata e nessuno dei suoi lettori gliene renderà conto.Uno scrittore VERO, scriverebbe solo cose e fatti di cui alla fine può rendere conto, non fatti su cui neppure lui stesso riesce a dare una spiegazione.Questo ennesimo libro mi ha convinta che Carrisi è un autore mediocre e sopravvalutato.So già che, i suoi fedeli lettori leggeranno, e arriveranno alla fine senza porsi una sola domanda.L'UNICA DOMANDA PER SPIEGARE 400 pagine .
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  • I libri sono poesia
    January 1, 1970
    WOW! Non ci sono parole per descrivere questo libro. Io Donato Carrisi lo ammiro ed è uno dei miei scrittori preferiti. Come sempre non mi delude mai! Questo libro è un capolavoro. È un thriller diverso dagli altri suoi romanzi perché è più psicologico. Qui non aspettatevi di capire tutto, arriverete alle fine spiazzati per quanto lo scrittore è stato un genio a farvi credere a delle cose che alla fine sono tutt’altro. Adoro i thriller così e per me Carrisi è bravo a mettere suspence al punto WOW! Non ci sono parole per descrivere questo libro. Io Donato Carrisi lo ammiro ed è uno dei miei scrittori preferiti. Come sempre non mi delude mai! Questo libro è un capolavoro. È un thriller diverso dagli altri suoi romanzi perché è più psicologico. Qui non aspettatevi di capire tutto, arriverete alle fine spiazzati per quanto lo scrittore è stato un genio a farvi credere a delle cose che alla fine sono tutt’altro. Adoro i thriller così e per me Carrisi è bravo a mettere suspence al punto giusto. Penso che è il libro migliore letto nel 2019. Ve lo consiglio vivamente! Chi è amante come me di questo autore vi consiglio di leggerlo perché è un thriller pazzesco! Non riuscirete a mettere il libro in pausa per quanto sarete curiosi di sapere come andranno a finire le cose e alla fine direte “oddio, non l’avrei mai detto.” Mi mancherà l’addormentatore di bambini e Hannah. Grazie Carrisi per aver scritto questo meraviglioso thriller, non vedo l’ora che ne scrivi altri così straordinari. Continua così!
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  • Federica Rampi
    January 1, 1970
    Sono di parte perché adoro Carrisi e non c’è un un solo libro scritto da lui che io non abbia letto.Sono 400 pagine di tensione psicologica, dove male e paure corrono paralleli e a giocarsela sono due personaggi, Hanna e il dottor Gerber in una storia ambientata a Firenze e, come nei migliori thriller, nulla è come sembra. Cinque stelle per l’originalità della trama e per il coraggio e la bravura di aver scritto un giallo senza omicidi. Carrisi non mi delude mai!
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  • Martinis
    January 1, 1970
    Ti tiene incollata alle pagine ma, mi dispiace, manca il finale.
  • Priscilla
    January 1, 1970
    Angosciante, ritmo serratissimo. Un'altra produzione di Carrisi sorprendente.
  • Io Viaggio Leggendo
    January 1, 1970
    Ci troviamo a Firenze, qui vive Pietro Gerber, psicologo infantile specializzato in ipnosi, per questo motivo conosciuto come “addormentatore di bambini”. Pietro collabora spesso con le forze dell'ordine, utilizzando le sue capacità nei casi di violenze e abusi sui minori per smascherare bugie o confermare colpe. Un giorno riceve la telefonata di una collega australiana che gli raccomanda una paziente: Hanna Hall. Fin qui niente di strano tranne che Hanna non è una bambina, ma un'adulta Ci troviamo a Firenze, qui vive Pietro Gerber, psicologo infantile specializzato in ipnosi, per questo motivo conosciuto come “addormentatore di bambini”. Pietro collabora spesso con le forze dell'ordine, utilizzando le sue capacità nei casi di violenze e abusi sui minori per smascherare bugie o confermare colpe. Un giorno riceve la telefonata di una collega australiana che gli raccomanda una paziente: Hanna Hall. Fin qui niente di strano tranne che Hanna non è una bambina, ma un'adulta tormentata da un ricordo della sua infanzia che potrebbe non essere reale: un omicidio. Pietro accetta di aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei per scoprire la verità.Queste sono le premesse, da qui inizia il viaggio a ritroso nei ricordi di Hanna che riaffiorano nelle sedute di ipnosi a cui viene sottoposta da Pietro.Il libro è catalogato come thriller suspence, ma ha una fortissima impronta horror. Il dubbio e la paura che ne consegue sono i sentimenti fulcro del romanzo.La Casa delle Voci è un libro scritto con ritmo incalzante che si perde nei meandri della mente umana, nell'inconscio e nei ricordi: veri falsi o indotti. I ricordi di Hanna, quelli di Pietro, il presente e il passato si intrecciano in maniera ambigua... tra presunti fantasmi, casali abbandonati, chiese sconsacrate, voci sussurranti... e l'allegra musica del film Disney Il Libro della Giungla che si tinge di note distorte e inquietanti.𝙿𝚎𝚛 𝚞𝚗 𝚋𝚊𝚖𝚋𝚒𝚗𝚘 𝚕𝚊 𝚏𝚊𝚖𝚒𝚐𝚕𝚒𝚊 𝚎̀ 𝚒𝚕 𝚙𝚘𝚜𝚝𝚘 𝚙𝚒𝚞̀ 𝚜𝚒𝚌𝚞𝚛𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚝𝚎𝚛𝚛𝚊. 𝙾𝚙𝚙𝚞𝚛𝚎, 𝚒𝚕 𝚙𝚒𝚞̀ 𝚙𝚎𝚛𝚒𝚌𝚘𝚕𝚘𝚜𝚘.È un romanzo che parla del senso di famiglia, del diritto ad avere una famiglia, dei desideri egoistici di figli e genitori e dei punti di vista dell'uno e dell'altro.𝙽𝚎𝚜𝚜𝚞𝚗𝚘 𝚟𝚞𝚘𝚕𝚎 𝚟𝚎𝚛𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚊𝚜𝚌𝚘𝚕𝚝𝚊𝚛𝚎 𝚌𝚒𝚘̀ 𝚌𝚑𝚎 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚍𝚊 𝚍𝚒𝚛𝚎 𝚒 𝚋𝚊𝚖𝚋𝚒𝚗𝚒.È un romanzo difficile da interrompere una volta iniziato, personalmente l'ho divorato; anche non proprio tutte le domande hanno avuto una risposta chiara e univoca la fine mi ha soddisfattosu instagram
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  • Antonio Parrilla
    January 1, 1970
    C'è ritmo, ci sono i misteri, c'è la trama complessa ma la sensazione è che manchi qualcosa. Certo, se ci si sofferma a ragionare alcuni buchi narrativi si trovano, ma non è a quello che mi riferisco. Manca proprio la capacità di costringere il lettore a leggere un altro capitolo, di invogliarlo a tornare a casa presto per leggere come va a finire, di spegnere la tv per riprendere la lettura.Forse tutto ciò avviene perché sono un lettore smaliziato, che non si lascia irretire da facili C'è ritmo, ci sono i misteri, c'è la trama complessa ma la sensazione è che manchi qualcosa. Certo, se ci si sofferma a ragionare alcuni buchi narrativi si trovano, ma non è a quello che mi riferisco. Manca proprio la capacità di costringere il lettore a leggere un altro capitolo, di invogliarlo a tornare a casa presto per leggere come va a finire, di spegnere la tv per riprendere la lettura.Forse tutto ciò avviene perché sono un lettore smaliziato, che non si lascia irretire da facili espedienti quali il rimandare il disvelamento al lettore di una rivelazione fatta al protagonista al solo fine di tenere alta la suspence.Il libro arriva a tre stelle scarse solo per un mio impeto di generosità.
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  • Antonio Rosato
    January 1, 1970
    "Per un bambino la famiglia è il posto più sicuro della terra. Oppure il più pericoloso"."La casa delle voci" è uno dei più traumatizzanti romanzi di Donato Carrisi, che qui conferma (come se ce ne fosse ancora bisogno) di essere tra i miei autori preferiti: già dalla prima pagina ti insinua dei dubbi nella mente e, in un crescendo di sconvolgimenti interiori, te li porta sino all'ultima pagina… in cui, volente o nolente, ci dovrai fare i conti tu stesso!Romanzo che si allontana molto dai "Per un bambino la famiglia è il posto più sicuro della terra. Oppure il più pericoloso"."La casa delle voci" è uno dei più traumatizzanti romanzi di Donato Carrisi, che qui conferma (come se ce ne fosse ancora bisogno) di essere tra i miei autori preferiti: già dalla prima pagina ti insinua dei dubbi nella mente e, in un crescendo di sconvolgimenti interiori, te li porta sino all'ultima pagina… in cui, volente o nolente, ci dovrai fare i conti tu stesso!Romanzo che si allontana molto dai precedenti: non a caso, questa volta, di thriller vero e proprio ne troviamo pochissimo ed assisteremo ad una (apparente) virata verso il soprannaturale. La storia è spettacolare ed i personaggi ottimamente descritti e, soprattutto, veritieri. E bella anche la location... d'altronde stiamo parlando di Firenze.[https://rosatoeu.blogspot.com/2020/02...]
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  • Martina
    January 1, 1970
    Questo è il primo romanzo di Carrisi che leggo e sono rimasta piacevolmente sorpresa. La sua scrittura è fluida e accattivante, con un ritmo serratissimo. La storia mi ha tenuta incollata alle pagine dall'inizio alla fine, non riuscivo più a mettere giù il libro.Sono una grande fan dei thriller, specialmente se psicologici, e questo è decisamente uno che lascia il segno. This is the first novel by Carrisi I read and I'm gladly surprised. He's writing style is flowing. captivating and fast-paced. Questo è il primo romanzo di Carrisi che leggo e sono rimasta piacevolmente sorpresa. La sua scrittura è fluida e accattivante, con un ritmo serratissimo. La storia mi ha tenuta incollata alle pagine dall'inizio alla fine, non riuscivo più a mettere giù il libro.Sono una grande fan dei thriller, specialmente se psicologici, e questo è decisamente uno che lascia il segno. This is the first novel by Carrisi I read and I'm gladly surprised. He's writing style is flowing. captivating and fast-paced. The story kept me glued to the pages 'till the very end. I couldn't out down the book. I'm a big fan of thrillers, in particular of the psychological ones, and this one really stands out.
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  • Pasquale
    January 1, 1970
    Sempre Carrisi... Incredibile come la sua scrittura riesca a prendermi ed a farmi provare sensazioni uniche.
  • Maria Cristina
    January 1, 1970
    L'ho letteralmente divorato! Bellissimo. Se questo libro facesse da apripista per un ciclo dedicato a Pietro Gerber li comprerei tutti!
  • Dario
    January 1, 1970
    Libro come sempre molto intrigante ed facile essere rapiti dal modo di raccontare .. però .. non so .. ho avuto l’impressione che manchi qualcosa al ‘finale’. 3 stellette .. gli altri di carrisi ne hanno sempre avute 4 ;) fatemi sapere se siete d’accordo con me.
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  • Emanuela
    January 1, 1970
    Regola numero uno: fidati soltanto di mamma e papà.Regola numero due: gli estranei sono il pericolo.Regola numero tre: non dire mai il tuo nome agli estranei.Regola numero quattro: non avvicinarti mai agli estranei e non lasciarti avvicinare da loro.Regola numero cinque: se un estraneo ti chiama per nome, scappa.Un libro scorrevole ed avvincente, sono riuscita a leggere le sue 400 pagine in soli due giorni, ho davvero faticato a staccarmi dalle pagine: azzeccato infatti l'espediente di lasciare Regola numero uno: fidati soltanto di mamma e papà.Regola numero due: gli estranei sono il pericolo.Regola numero tre: non dire mai il tuo nome agli estranei.Regola numero quattro: non avvicinarti mai agli estranei e non lasciarti avvicinare da loro.Regola numero cinque: se un estraneo ti chiama per nome, scappa.Un libro scorrevole ed avvincente, sono riuscita a leggere le sue 400 pagine in soli due giorni, ho davvero faticato a staccarmi dalle pagine: azzeccato infatti l'espediente di lasciare in sospeso il finale dei capitoli, per costringerti ad andare avanti con la lettura. Una caratterizzazione di Hanna straordinaria, anche se un po' angosciante. Nonostante gli abbia dato 5 stelline (diciamo che 4 e mezzo sarebbero più giuste), qualche difettuccio l'ho trovato, un finale che non mi ha proprio sorpreso, qualcosa nella storia un po' forzata da sembrare inverosimile e qualche dato non spiegato e lasciato alla deduzione del lettore. Interessanti ed affascinanti le descrizioni di Firenze, peccato esserci stata da poco, ma, se e quando ci capiterò di nuovo, andrò di certo a verificare le piccole chicche lasciate da Carrisi: Tipo il volto scolpito su un muro esterno di Palazzo Vecchio, che si diceva fosse il profilo di un condannato a morte inciso da Michelangelo che si trovava casualmente a passare proprio mentre il criminale veniva condotto al patibolo. O l’autoritratto di Benvenuto Cellini, celato nella nuca del suo Perseo, che poteva essere scorto solo salendo nella Loggia dei Lanzi e guardando la statua di spalle. L’UFO che appariva nel dipinto di una Madonna del Quattrocento. Oppure la carrellata dei ritratti di antichi bambini esposta nel Corridoio Vasariano.
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  • Romanticamente Fantasy
    January 1, 1970
    Karin - per RFS.“Regola numero cinque: se un estraneo ti chiama per nome, scappa.Regola numero quattro: non avvicinarti mai agli estranei e non lasciarti avvicinare da loro.Regola numero tre: non dire mai il tuo nome agli estranei.Regola numero due: gli estranei sono il pericolo.Regola numero uno…”La casa delle voci è un libro meraviglioso… coinvolge, sconvolge, cattura, ti lascia nella suspense e ti riprende per la collottola per portarti con sé nei meandri della mente umana.Chi come me ha Karin - per RFS.“Regola numero cinque: se un estraneo ti chiama per nome, scappa.Regola numero quattro: non avvicinarti mai agli estranei e non lasciarti avvicinare da loro.Regola numero tre: non dire mai il tuo nome agli estranei.Regola numero due: gli estranei sono il pericolo.Regola numero uno…”La casa delle voci è un libro meraviglioso… coinvolge, sconvolge, cattura, ti lascia nella suspense e ti riprende per la collottola per portarti con sé nei meandri della mente umana.Chi come me ha letto L’uomo del labirinto e ne è rimasto incantato, non può lasciarsi scappare questa chicca. Premetto che mi morderò la lingua e mi cucirò la bocca, ma farò in modo di non spoilerare assolutamente nulla, perché voglio che sia per voi tutta una sorpresa, come lo è stato per me.Il protagonista di questo thriller italiano, e lo dico con estrema fierezza, poiché abbiamo autori straordinari nel nostro paese, è Pietro Geber, uno psicologo che lavora per la giustizia e insieme al tribunale si occupa di casi minorili a Firenze. Pietro è un uomo giovane, sposato e con un figlio ancora piccolo. Ha ereditato la sua professione dal padre, del quale ha appunto seguito le orme, e viene chiamato “l’addormentatore dei bambini” perché attraverso l’ipnosi si addentra nelle menti di piccole vittime o carnefici.Il libro si apre con il nostro protagonista alle prese con un caso intricato: un bambino bielorusso adottato che non riesce a esprimere ciò che gli è accaduto.Un giorno però Pietro riceve la telefonata di una collega, che gli chiede di seguire una sua paziente, Hanna. Lei però è adulta, ed è tormentata da un passato che la sua mente non lascia uscire, un passato ormai lontano che risale a quando lei era solo una bambina.Chi, se non l’addormentatore di bambini, potrebbe penetrare in tale oscurità?Il male si cela nell’ombra della mente, un male visto dagli occhi dei bambini, un mostro nascosto sotto il letto o semplicemente un presagio, una strega malvagia vestita di viola o ancora l’orrore di una cassetta nascosta a un metro da terra, spettri, case abbandonate e diroccate… tutto questo e molto ancora. Non fatevi ingannare, non è una favola dark, è il racconto di una storia che potrebbe essere vera. L’inquietudine, e il non far emergere particolari scottanti o non evidenti fino a quando l’autore non decide davvero di farci sapere com’è la realtà, è assolutamente sublime. La psicologia umana così ben trattata implica una competenza di base ricercata e studiata a fondo. Un romanzo ai limiti di un thriller, senza un caso di omicidio da ricercare, che sfiora e si insinua nel genere horror ma senza spargimenti di sangue, per trapassare come una freccia tutti i complessi meccanismi di una rete neuronale come la memoria e la psiche umana che tutt’oggi non ha rivelato i suoi segreti più nascosti.Una lettura incalzante, dove suggerimenti e indizi affiorano a ogni pagina, e quando pensi di aver compreso, i colpi di scena rimettono le carte in tavola, fino a quando l’autore ci svela i segreti più reconditi de La casa delle voci.
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  • Azzurra Sichera
    January 1, 1970
    VOTO 4,5Iniziare un libro di Donato Carrisi, specie dopo gli ultimi, è sempre più difficile. Mi capita di chiedermi se comprenderò davvero il finale, se non dovrò rileggerlo da principio, se la trama sarà meno complicata.Devo confessarvi che queste domande avevano iniziato a influenzarmi, a farmi accostare ai romanzi di questo autore con un pizzico di diffidenza, ma con “La casa delle voci” ho trovato di nuovo quello che mi ha fatto appassionare alle sue storie.Carrisi torna a parlarci di incubi VOTO 4,5Iniziare un libro di Donato Carrisi, specie dopo gli ultimi, è sempre più difficile. Mi capita di chiedermi se comprenderò davvero il finale, se non dovrò rileggerlo da principio, se la trama sarà meno complicata.Devo confessarvi che queste domande avevano iniziato a influenzarmi, a farmi accostare ai romanzi di questo autore con un pizzico di diffidenza, ma con “La casa delle voci” ho trovato di nuovo quello che mi ha fatto appassionare alle sue storie.Carrisi torna a parlarci di incubi assolutamente reali, scavando ancora una volta nella psiche e nella mente umana, ma inserendo nuovi spunti di riflessione, nuove linee di indagine tra le maglie di una società che dimentica troppo in fretta, dando voce a chi non è mai stato ascoltato o a chi non viene dato ascolto con attenzione.Come i bambini, ad esempio, ai quali, in certe circostanze, non si chiede un parere o cosa preferirebbero. Gli adulti credono di sapere quale possa essere la scelta più giusta, ma sarà davvero così?Per la recensione completa: https://www.silenziostoleggendo.com/2...
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  • Giulia
    January 1, 1970
    Come te nessuno mai.Rinsavito dalla precedente pubblicazione, il mio amato Donato, si è fatto ampiamente perdonare, questa volta.Il libro è ben scritto, ben bilanciato, hype mantenuta tutto il tempo, scorrevolezza, empatia, brividi..insomma, compratene e leggetene tutti!Io non darei troppo credito alle polemiche sui buchi di trama, anche se fosse, rimane bello. Dopotutto, siamo sicuri che Carrisi e tutta la cerchia di professionisti che accompagnano l’idea di un autore sino agli scaffali delle Come te nessuno mai.Rinsavito dalla precedente pubblicazione, il mio amato Donato, si è fatto ampiamente perdonare, questa volta.Il libro è ben scritto, ben bilanciato, hype mantenuta tutto il tempo, scorrevolezza, empatia, brividi..insomma, compratene e leggetene tutti!Io non darei troppo credito alle polemiche sui buchi di trama, anche se fosse, rimane bello. Dopotutto, siamo sicuri che Carrisi e tutta la cerchia di professionisti che accompagnano l’idea di un autore sino agli scaffali delle librerie siano davvero così incompetenti da non accorgersene? Probabilmente un motivo c’è!Nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, io mi fido di lui, finché storia non ci separi.
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  • Giulia Sicuro
    January 1, 1970
    Molto macchinoso, come sempre, ma carino dai
  • Deborah
    January 1, 1970
    Non il solito giallo a cui ci ha abituato Carrisi ma un viaggio nella psiche dei protagonisti fino a sondare nel profondo il loro animo. Un percorso tortuoso per portare a galla la sconvolgente verità.
  • FRose
    January 1, 1970
    "TUTTO MOLTO BELLO... MA IL FINALE?"È la prima volta che leggo un romanzo di Carrisi, di conseguenza non avevo idea di cosa aspettarmi, né per quanto riguarda lo stile né per la trama. Ho trovato "La casa delle voci" un romanzo intrigante, sa come spingere il lettore a leggere tutto d'un fiato (anche se, pian piano, la tecnica del lasciare tutto in sospeso a fine capitolo diventa quasi snervante) e devo ammettere che é anche capace di suggestionare, oscillando tra il paranormale e la complessità "TUTTO MOLTO BELLO... MA IL FINALE?"È la prima volta che leggo un romanzo di Carrisi, di conseguenza non avevo idea di cosa aspettarmi, né per quanto riguarda lo stile né per la trama. Ho trovato "La casa delle voci" un romanzo intrigante, sa come spingere il lettore a leggere tutto d'un fiato (anche se, pian piano, la tecnica del lasciare tutto in sospeso a fine capitolo diventa quasi snervante) e devo ammettere che é anche capace di suggestionare, oscillando tra il paranormale e la complessità della psiche umana. Inoltre trovo che sia possibile fare interessantissimi parallelismi tra la storia dei due protagonisti, arrivando a porsi delle domande sul "giusto" e sullo "sbagliato" (il signor Baloo ha salvato il bambino da una vita povera e instabile, ma l'ha strappato dall'amore dei genitori naturali, ferendo delle menti già fragili... È davvero così diverso da ciò che ha fatto Mari? Non credeva anche lei, nell' irrazionalità della sua mente, di star salvando la bambina? Non l'ha forse amata e resa felice? Chi dei due è stato più egoista? E chi dei due si può davvero accusare o giustificare?). Però, però, però... Il finale. Non mi disturba che per certi aspetti sia un finale ambiguo (Chi è veramente Hanna? La biologa di successo o lo "spettro" manipolatore? O entrambe? Quali sono le sue reali intenzioni? Etc), ma inizia a disturbarmi il comportamento insensato di alcuni personaggi, come la Baldi, che scoprendo il ritorno di Hanna non fa assolutamente nulla né per far interrompere il contatto con Pietro, al fine di preservarlo dalla realtà dei fatti, ma non accompagna nemmeno lo psicologo in un processo di scoperta meno traumatico, finendo per abbandonarlo ai giochi della Hall.In fine, ad incrinare un romanzo interessante, sono i buchi di trama grandi come un vulcano, soprattutto: come faceva Hanna a conoscere le ultime parole di Baloo? Questa è la domanda per eccellenza.Senza considerare che il colpo di scena è anche prevedibile con svariati capitoli d'anticipo. Non so, forse sono io a pretendere troppe spiegazioni quando queste non rappresentano il cuore della storia, ma proprio non riesco a non pensarci, a non avere un grande "e quindi?" nel cervello. Peccato.
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  • Lionly
    January 1, 1970
    Premesso che l'unico libro di questo autore che sono riuscita a finire è stato la ragazza nella nebbia (ne ho cominciato altri ma ho dovuto abbandonarli perché mi scuotevano troppo) - libro che considero superbo - devo ammettere che questo ultimo libro non mi ha convinto molto: sempre ben scritto con atmosfere create alle perfezione, ma trama un poco fumosa, direi abbastanza improbabile. Forse semplicemente mi aspettavo tanto e per questo sono rimasta insoddisfatta
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  • Sonia Donelli
    January 1, 1970
    http://www.esmeraldaviaggielibri.it/l...link acquisto --> https://amzn.to/2RN6DrRLa casa delle voci di Donato Carrisi, thriller pubblicato da Longanesi lo scorso 2 dicembre“Molte cose cambiano radicalmente se le si osserva con gli occhi del mattino.”Ho subito decontestualizzato una citazione del libro per spiegare lo stato d’animo che ha accompagnato la lettura di questo romanzo. L’anno scorso dalle pagine del blog sganciavo una bomba, rivelando uno dei miei perversi e strambi sogni nel http://www.esmeraldaviaggielibri.it/l...link acquisto --> https://amzn.to/2RN6DrRLa casa delle voci di Donato Carrisi, thriller pubblicato da Longanesi lo scorso 2 dicembre“Molte cose cambiano radicalmente se le si osserva con gli occhi del mattino.”Ho subito decontestualizzato una citazione del libro per spiegare lo stato d’animo che ha accompagnato la lettura di questo romanzo. L’anno scorso dalle pagine del blog sganciavo una bomba, rivelando uno dei miei perversi e strambi sogni nel cassetto. Dopo la lettura de Il gioco del suggeritore, avevo espresso il desiderio di essere la protagonista di un thriller di Donato Carrisi, nelle vesti della vittima. Grande sarebbe stato l’onore di farmi ammazzare in uno dei suoi capolavori e in La casa delle voci l’autore ha inconsapevolmente esaudito questo mio inusuale desiderio, che farebbe la fortuna di tantissimi psichiatri. Dopo appena cinque capitoli, sono “morta” di paura, ho provato vero terrore, perché Donato Carrisi stavolta ha lasciato il filone strettamente thriller per scrivere un romanzo che vira più verso l’horror e il soprannaturale. Quindi, conoscendomi abbastanza da sapere quanto io sia facilmente suggestionabile e paurosa, mi sono imposta dei ritmi di lettura e degli orari per portare a compimento il libro. Ho cominciato a leggere nelle prime ore del mattino, pensando che le luci mettessero in ombra il buio che si stava impossessando di me, e ho cercato di sopravvivere ad una trama inusuale per quello che è il mio autore preferito del genere. Lo sapete tutti, avevo grandissime aspettative su questo romanzo, avevo cominciato a spolverare gli smeraldi che avrei assegnato d’ufficio al libro, pensavo che non ci sarebbero stati dubbi su quale sarebbe stato il mio responso finale. Non tutto è andato come avevo previsto, ma ne parliamo meglio dopo.Ci troviamo a Firenze, nella meravigliosa cornice toscana in cui vive Pietro Gerber, psicologo infantile conosciuto come “addormentatore di bambini” perché la sua specializzazione è l’ipnosi, che viene spesso coinvolto a collaborare con le forze dell’ordine, che si servono delle sue capacità nei casi di violenze e abusi perpetrati sui minori. Pietro ha scelto di seguire le orme del padre, anche lui stimato psicologo infantile, verso il quale, subito dopo la sua morte, è emersa una sottile acredine. Pietro non riesce a perdonargli qualcosa che il genitore gli ha rivelato sul suo letto di morte.“Se qualcuno chiedeva a Gerber in cosa consistesse il suo lavoro, lui non rispondeva mai «psicologo infantile specializzato in ipnosi». Usava un’espressione coniata da chi gli aveva insegnato tutto e che riassumeva meglio il senso della sua missione. Addormentatore di bambini.”Quando un giorno, dall’altro capo del mondo, riceve una telefonata da una collega australiana, Pietro non sa che sta per accettare un caso diverso dai suoi soliti standard. La psicologa gli raccomanda di seguire una paziente recatasi in Italia in cerca delle sue origini, che è tormentata da un ricordo vivido emerso in seguito ad una seduta di ipnosi. La paziente pensa di essere stata non solo testimone di un omicidio, ma addirittura l’artefice del delitto. A lasciare perplesso lo psicologo è l’età della paziente, perché Hanna Hall non è una bambina ma una donna adulta di trent’anni. E nonostante la perplessità iniziale, Pietro decide di accettare che la ragazza diventi una delle sue pazienti. E ciò che emerge dalle prime sedute di ipnosi è la storia di una donna che ha vissuto i primi anni della sua vita da nomade, che insieme alla sua famiglia ha cambiato diverse case e nomi, vivendo in luoghi incantati che chiamava “la casa delle voci”, tenuta sempre lontana da estranei e costretta a seguire rigide regole imposte dalle persone di cui si fidava di più, i suoi genitori.“Regola numero cinque: se un estraneo ti chiama per nome, scappa. Regola numero quattro: non avvicinarti mai agli estranei e non lasciarti avvicinare da loro. Regola numero tre: non dire mai il tuo nome agli estranei. Regola numero due: gli estranei sono il pericolo. Regola numero uno: fidati soltanto di mamma e papà.”Dalle sedute di ipnosi di Hannah emergono verità sconcertanti e parallelamente nella vita di Pietro Gerber cominciano ad accadere fatti insoliti e apparentemente inspiegabili.Ho cominciato a subire il fascino di questo romanzo ancor prima che venisse pubblicato, l’autore è riuscito a scoperchiare l’enorme vaso di Pandora nel quale erano rinchiuse tutte le paure della Lorella bambina; ognuno di noi si porta dietro un bagaglio di piccole e grandi paure infantili che vengono più o meno superate o metabolizzate nell’età adulta. Guardiani costanti della nostra sicurezza sono coloro che promettono di proteggerci da tutti i pericoli: i nostri genitori. Si passa dall’essere terrorizzati dai cosiddetti mostri sotto al letto alla paura del buio. Ma è altrettanto vero che ognuno di noi conserva anche il ricordo di qualche evento inspiegabile legato all’infanzia, che abbiamo dimenticato o razionalizzato da grandi. Ricordo che nella mia vecchia casa, ogni sera incontravo una bellissima signora vestita di rosso, che mi accarezzava la guancia augurandomi la buonanotte. Signora che vedevo solo io, probabilmente frutto della mia immaginazione. In La casa delle voci, questo aspetto soprannaturale viene scandagliato dall’autore in maniera, come sempre, magistrale. Se Pietro Gerber è l’addormentatore di bambini, Donato Carrisi è l’incantatore dei suoi lettori. Ipnotico nella narrazione, accurato nelle caratterizzazioni ed evocativo nelle immagini. Ogni suo libro ha un taglio sceneggiato che ben si presta a trasposizioni cinematografiche. In più l’autore ci regala grandissimi finali ad effetto, è maestro assoluto nella costruzione di trame e sottotrame, nei dialoghi non lascia mai nulla al caso. Ma in questo romanzo, diverso dai suoi standard, a me è mancato qualcosa: le risposte.Avrei voluto sapere di più sulla protagonista, scandagliare il suo passato e capire che cosa ci fosse dietro le sue conoscenze. Mi è mancato qualche tassello per urlare ancora una volta al capolavoro. Se siete lettori fedeli dell’autore capirete quello che intendo. Se invece vi apprestate a conoscere Donato Carrisi con questo romanzo, non faticherete ad amarlo, perché la storia al di là delle mie personali considerazioni merita di essere letta, anche semplicemente a scopo terapeutico per guardare in faccia le proprie paure e affrontare il buio.
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  • Eleonora
    January 1, 1970
    Probabilmente ognuno di noi nasce con una vocazione: Donato Carrisi, per fortuna, scrive thriller. Anche quest'anno, a dicembre, l'autore ha regalato ai suoi lettori un nuovo terrificante e strepitoso romanzo. La sfida di Carrisi, come affermato in un messaggio promozionale, è stata quella di riuscire a far provare paura senza inserire nella narrazione elementi macabri, omicidi o serial killer. Solo utilizzando la mente. Protagonista della vicenda è Pietro Gerber, uno psicologo specializzato nel Probabilmente ognuno di noi nasce con una vocazione: Donato Carrisi, per fortuna, scrive thriller. Anche quest'anno, a dicembre, l'autore ha regalato ai suoi lettori un nuovo terrificante e strepitoso romanzo. La sfida di Carrisi, come affermato in un messaggio promozionale, è stata quella di riuscire a far provare paura senza inserire nella narrazione elementi macabri, omicidi o serial killer. Solo utilizzando la mente. Protagonista della vicenda è Pietro Gerber, uno psicologo specializzato nel trattare traumi passati in bambini problematici. Utilizzando sedute di ipnosi Gerber riesce ad aprire portali che portano in luce episodi dimenticati o volutamente rimossi dai piccoli pazienti che, attraverso questo trattamento, riescono a trovare pace con se stessi e, ogni tanto, a farsi ascoltare dagli adulti. Gerber, che lavora in quel di Firenze, viene chiamato da una collega australiana che desidera affidargli un caso complicato. Hanna Hall è un'adulta che sostiene di aver compiuto un omicidio di cui non ricorda nulla e chiede aiuto allo specialista fiorentino per riuscire a sconfiggere i propri demoni. Comincia così la storia di una bambina dai mille nomi, dalle mille case e supportata da genitori il cui unico scopo è tenere la figlioletta lontana dagli "estranei". Un rapporto complicato nel quale Gerber non saprà più chi aiuta chi poiché parlare con Hanna fa riemergere aspetti dolorosi, e mai risolti, del proprio rapporto con il padre, il dottor Baloo. Un romanzo che tiene incollati dalla prima all'ultima pagina regalando momenti di pura suspence. Donato Carrisi si conferma, a mio parere, il miglior thrillerista italiano del momento. Consiglio vivamente la lettura di questo stupefacente thriller che ha come unica pecca un finale un po' affrettato (forse perché non si è pronti ad abbandonare la lettura?). Promosso a pieni voti.
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  • Sara Malacalza
    January 1, 1970
    Quando la notte sopraggiunge siete davvero sicuri di ascoltare con attenzione ogni movimento? Con quanta premura date credito alle parole di vostro figlio che chiede aiuto perché qualcuno lo sta chiamando nella notte? Se fossi in voi, aguzzerei l’udito e controllerei le caviglie dei vostri cari… Un tintinnio potrebbe raggiungervi, un campanello che potrebbe essere la strada verso gli inferi o un grido d’aiuto dal mondo dei morti..Hanna ha regole ben precise riguardo agli “estranei”, regole che Quando la notte sopraggiunge siete davvero sicuri di ascoltare con attenzione ogni movimento? Con quanta premura date credito alle parole di vostro figlio che chiede aiuto perché qualcuno lo sta chiamando nella notte? Se fossi in voi, aguzzerei l’udito e controllerei le caviglie dei vostri cari… Un tintinnio potrebbe raggiungervi, un campanello che potrebbe essere la strada verso gli inferi o un grido d’aiuto dal mondo dei morti..Hanna ha regole ben precise riguardo agli “estranei”, regole che obbligano all’invisibilità, allo sfuggire gli sguardi, al silenzio nei confronti di tutti coloro che non sono mamma e papà. Ma siamo sicuri che la famiglia sia davvero il posto più sicuro della terra? Dietro alle quinte si può celare l’inferno.Attento Pietro Gerber, se fossi in te ascolterei Hanna, accoglierei l'insolita proposta di collaborazione che arriva dall'Australia.Comprendiamo il fatto che ti occupi di ipnosi solo su bambini per insegnargli a rimettere ordine nelle loro fragili menti, ma Hanna Hall va ascoltata. In lei dovrai cercare la bambina che è stata e capire per quale ragione si accusa di aver ucciso il piccolo Ado.Pietro “addormentatore di bambini”, apri tutte le credenze, ascolta ogni loro parola e l’abisso si mostrerà ai tuoi occhi.I bambini si fidano di te, ma tu ascoltali, perché non sono i soli ad avere abissi da esplorare e segreti che tolgono il sonno.Il metronomo è partito, il conto alla rovescia è attivato. Siete pronti?3…2…1… La sedia oscilla e la vostra mente lentamente si volta afferrando per i capelli eventi sepolti...Adulti e bambini abbiate il coraggio di fare un viaggio dentro voi stessi, di decifrare ogni singolo segnale, spalancate bene gli occhi e vi accorgerete che talvolta ciò che credete il male è salvezza e ciò che pensate "il posto sicuro" è la vostra condanna a morte..Ho letto questo libro in apnea.In pochissimi giorni e trascorrendo le notti con sogni ricorrenti in cui fantasmi pedinavano le mie giornate, scappavo, chiedevo aiuto, ma loro mi trovavano sempre… ​​
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  • Cristina Borghesi
    January 1, 1970
    «Donato mi hai fregata, di nuovo. È trascorso quasi un anno dalla lettura de Il Gioco del Suggeritore ed io mi ritrovo nuovamente qui, davanti a voi, ad osservare una pagina bianca con in testa quell'immancabile frase finale capace di gettare dubbi (invece di creare certezze) che non ti lascia scampo e che - passatemi il termine - ti fotte completamente il cervello. E a noi questa cosa piace da matti, ammettiamolo! Con La casa delle voci Donato Carrisi mi ha sorpresa. Non mi aspettavo di trovare «Donato mi hai fregata, di nuovo. È trascorso quasi un anno dalla lettura de Il Gioco del Suggeritore ed io mi ritrovo nuovamente qui, davanti a voi, ad osservare una pagina bianca con in testa quell'immancabile frase finale capace di gettare dubbi (invece di creare certezze) che non ti lascia scampo e che - passatemi il termine - ti fotte completamente il cervello. E a noi questa cosa piace da matti, ammettiamolo! Con La casa delle voci Donato Carrisi mi ha sorpresa. Non mi aspettavo di trovare tra le mani questo genere di thriller senza sangue ed assassini e non ne sono affatto delusa, anzi. E' un romanzo che, davvero, mi sento di consigliare ad ognuno di voi, senza distinzioni. Se con i suoi precedenti (vedi Il Suggeritore) mi sono sentita sempre di fare un distinguo, considerando scene visive incredibilmente d'impatto che potrebbero anche disturbare un lettore non troppo abituato, in questo caso la genialità di Carrisi si mostra nell'ombra del romanzo. Un thriller capace di evocare emozioni e sensazioni lontane, riuscendo ad instillare quell'irrequieta inquietudine partendo proprio dal nostro subconscio che non siamo in grado di controllare, che ci sfugge di mano e che sa affascinare fin dal primo sguardo.»Recensione completa: https://www.leggereinsilenzio.com/201...
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  • Roberta
    January 1, 1970
    Questo libro è stato preceduto da tantissima pubblicità, una marea di recensioni positive e, di conseguenza, da grandi aspettative. Poco tempo fa, avevo infatti letto un altro libro di Carrisi, volutamente tenendomi quest’ultimo romanzo per secondo e credo sia stata la scelta migliore. Un'altra volta l'autore è riuscito a incollarmi totalmente alle pagine, facendomele divorare in 24 ore. La storia mi è piaciuta fin dall'inizio, forse maggiormente rispetto a quella de "L'uomo del labirinto", Questo libro è stato preceduto da tantissima pubblicità, una marea di recensioni positive e, di conseguenza, da grandi aspettative. Poco tempo fa, avevo infatti letto un altro libro di Carrisi, volutamente tenendomi quest’ultimo romanzo per secondo e credo sia stata la scelta migliore. Un'altra volta l'autore è riuscito a incollarmi totalmente alle pagine, facendomele divorare in 24 ore. La storia mi è piaciuta fin dall'inizio, forse maggiormente rispetto a quella de "L'uomo del labirinto", proprio per la scelta del protagonista: uno psicologo infantile alle prese con un caso misterioso da risolvere, ben diverso dal solito detective.Lo stile di Carrisi fa tutto il resto. La lettura, infatti, scorre fluida e non si riesce a trattenere la curiosità. Piccola "pecca" che già avevo notato nello scorso romanzo è la parziale mancanza di spiegazioni. Alcune vicende rimangono leggermente sospese. Nonostante questo, questo espediente non mi ha del tutto insoddisfatta, anzi, penso che per questa storia in parte sia la scelta migliore (anche se, inutile negarlo, può infastidire). In sostanza, lo considero un gran bel romanzo che riesce a mescolare sovrannaturale, paure, misteri e plot twist!
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  • Sullo Chris
    January 1, 1970
    Semplicemente WOW! Da poco ho iniziato a soddisfare la mia passione per la lettura, iniziando con libri di King (attualmente il mio lettore preferito), ho deciso di cambiare autore e leggendo la trama ho optato per Carrisi. Tra i vari libri letti, questo è il mio preferito in assoluto. Capace di farti rimanere attaccato sul libro, trasmette tanta suspense, emozione dopo emozione. Un gran capolavoro questo di Carrisi. . Semplicemente WOW! Da poco ho iniziato a soddisfare la mia passione per la lettura, iniziando con libri di King (attualmente il mio lettore preferito), ho deciso di cambiare autore e leggendo la trama ho optato per Carrisi. Tra i vari libri letti, questo è il mio preferito in assoluto. Capace di farti rimanere attaccato sul libro, trasmette tanta suspense, emozione dopo emozione. Un gran capolavoro questo di Carrisi. ✍👏🏻.
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  • L'amaca di Euterpe
    January 1, 1970
    Il libro è ben scritto, scorrevole e si legge con piacere, ma ha per me un terribile difetto: mi ricorda altri libri e film. E non dico come citazioni, ma proprio come impostazione di trama.Non voglio fare spoiler, ma la figura di Pietro Gerber mi ha ricordato altri protagonisti (sia che siano investigatori che psicologi) che di punto in bianco hanno dovuto aver a che fare col proprio passato scoprendo cose varie ed eventuali. E la cosa mi ha disturbato perché la scelta di un analista ipnotista Il libro è ben scritto, scorrevole e si legge con piacere, ma ha per me un terribile difetto: mi ricorda altri libri e film. E non dico come citazioni, ma proprio come impostazione di trama.Non voglio fare spoiler, ma la figura di Pietro Gerber mi ha ricordato altri protagonisti (sia che siano investigatori che psicologi) che di punto in bianco hanno dovuto aver a che fare col proprio passato scoprendo cose varie ed eventuali. E la cosa mi ha disturbato perché la scelta di un analista ipnotista per bambini, due storie di bambini, era molto interessante e speravo che non arrivasse al punto che, da metà libro in poi, era scontato che arrivasse.Per me è no (cit.).
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  • Marie Albes
    January 1, 1970
    Questo è stato il mio primo romanzo di Carrisi e devo dire che mi è piaciuto moltissimo, ci sono tutti gli elementi per un buon thriller ed è scritto molto bene.Non do cinque stelle solo perché avrei voluto qualche risposta in più nel finale, che resta invece avvolto - volutamente o meno - da un’aura brumosa.
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  • Rebecca
    January 1, 1970
    Solo una cosa: WOW Uno dei più belli libri MAI letti!
  • Paridao
    January 1, 1970
    Si posiziona a lato delle saghe care a Carrisi. Forse per questo motivo semplificato nella fabula. Regge bene, con un bel finale, seppur non sorprendente. Mi è piaciuta la storia di Emilian, utile per tenere lo scheletro di quella principale.
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