La rete di protezione (Commissario Montalbano, #25)
Vigàta è in subbuglio: si sta girando una fiction ambientata nel 1950. Per rendere lo scenario quanto più verosimile la produzione italo-svedese ha sollecitato gli abitanti a cercare vecchie foto e filmini. Scartabellando in soffitta l’ingegnere Ernesto Sabatello trova alcune pellicole, sono state girate dal padre anno dopo anno sempre nello stesso giorno, il 27 marzo, dal 1958 al 1963. In tutte si vede sempre e soltanto un muro, sembra l’esterno di una casa di campagna; per il resto niente persone, niente di niente. Perplesso l’ingegnere consegna il tutto a Montalbano che incuriosito comincia una indagine solo per il piacere di venire a capo di quella scena immobile e apparentemente priva di senso. Fra sopralluoghi e ricerche poco a poco in quel muro si apre una crepa: un fatto di sangue di tanti anni fa, una di quelle storie tenute nell’ombra.

La rete di protezione (Commissario Montalbano, #25) Details

TitleLa rete di protezione (Commissario Montalbano, #25)
Author
FormatKindle Edition
LanguageItalian
ReleaseMay 25th, 2017
PublisherSellerio
Number of pages304 pages
Rating
GenreMystery, Crime, European Literature, Italian Literature

La rete di protezione (Commissario Montalbano, #25) Review

  • Tatiana
    June 11, 2017
    Titolo alternativo per l'ultima fatica di Camilleri : "Montalbano e i giovani d'oggi", di guareschiana memoria. Il perno dell'azione è la difficoltà del commissario di comprendere il linguaggio dei giovani, con cui invece un emozionato Catarella si destreggia abilmente. E tra "tuista"("uno chi scrivi solo 140 cataratteri"), fessibuc, uozap, schermi di computer e di smartphone, alla fine scopre " 'n'infinità di solitudini 'n comunicazioni tra di loro". Montalbano, che, come sa bene, ha l'età per Titolo alternativo per l'ultima fatica di Camilleri : "Montalbano e i giovani d'oggi", di guareschiana memoria. Il perno dell'azione è la difficoltà del commissario di comprendere il linguaggio dei giovani, con cui invece un emozionato Catarella si destreggia abilmente. E tra "tuista"("uno chi scrivi solo 140 cataratteri"), fessibuc, uozap, schermi di computer e di smartphone, alla fine scopre " 'n'infinità di solitudini 'n comunicazioni tra di loro". Montalbano, che, come sa bene, ha l'età per essere il nonno di tutti questi giovani, riesce comunque a trovare il bandolo della matassa, in un'indagine, questa volta, senza cadaveri.Il cadavere ci sarebbe anche, un vecchio suicidio, su cui Montalbano indaga informalmente, una storia di gemelli, di antiche case di famiglia, che prometteva bene; noi lettori già ci immaginavamo scambi di identità, scabrose trame sotterranee, magari i soliti adulterii, le gelosie etc.... a cui Camilleri ci ha abituato. Invece no, nulla. Solo la pietas familiare, che Montalbano riconosce e rispetta. Due vicende che si intersecano e che lasciano il commissario, e noi lettori, con un po' di nostalgia.
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  • Elena Tamborrino
    June 2, 2017
    Questo romanzo risale al 2015 ed è il primo scritto sotto dettatura. Continuo ad amare Montalbano e le sue storie, ma ci sono alcuni passaggi che, ricorrenti, sono diventati un po' degli stereotipi che dopo tanti e tanti romanzi ormai sono fin troppo prevedibili. Mi riferisco ad esempio alla pila di carte da firmare sulla scrivania, al solito Catarella che irrompe nella stanza del commissario sempre nello stesso modo, alle pietanze che Adelina fa trovare nel forno o nel frigo. In compenso una de Questo romanzo risale al 2015 ed è il primo scritto sotto dettatura. Continuo ad amare Montalbano e le sue storie, ma ci sono alcuni passaggi che, ricorrenti, sono diventati un po' degli stereotipi che dopo tanti e tanti romanzi ormai sono fin troppo prevedibili. Mi riferisco ad esempio alla pila di carte da firmare sulla scrivania, al solito Catarella che irrompe nella stanza del commissario sempre nello stesso modo, alle pietanze che Adelina fa trovare nel forno o nel frigo. In compenso una delle due vicende di cui il commissario si occupa è bella e struggente, e anche il rapporto con Livia ci fa vedere momenti un po' più intensi. Aspettiamo che Salvo se ne vada in pensione e finalmente vada a vivere con la sua donna.
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  • GONZA
    May 30, 2017
    Era da tempo che un Montalbano non mi piaceva cosí tanto, forse perché oltre alla storia, Camilleri stavolta ci ha abbonato le lunghe lamentazioni sul governo inesistente e sulla vecchiaia, che possono trovarmi d'accordo in linea di massima, ma all'ennesimo libro stufano un pochino. Inoltre c'é sempre il solito piacere di ritrovare gli amici di sempre e di pensare a quelli che non ci sono piú.
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  • Lorella De Luca
    June 1, 2017
    Uno dei romanzi più belli della serie dedicata a Montalbano , indagine non difficilissima da risolvere, ma una prosa invasa di malinconia , piena di temi attuali . La nota dell'autore , poi mi ha sciolto in calde lacrime . Questo è il primo romanzo che l'autore non ha scritto a mano , ma sotto dettatura. La luce ha abbandonato gli occhi di Andrea Camilleri .
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  • Theut
    June 4, 2017
    Leggere Camilleri è come tornare a casa... si va in trattoria da Enzo, si fa la passiata al porto e ci si riposa sullo scoglio piatto, si trovano le ghiottonerie di Adelina... E ancora, si firma tanticchia di carte (che sempre si accumulano!) e si guarda storto Catarella che, come sempre, irrompe nella stanza del commissario. Sono quasi diventati stereotipi, ma è quello che ci si aspetta, insieme a una Vigata che ci regala una ficzion ambientata negli anni Cinquanta e ci fa tenerezza il rapporto Leggere Camilleri è come tornare a casa... si va in trattoria da Enzo, si fa la passiata al porto e ci si riposa sullo scoglio piatto, si trovano le ghiottonerie di Adelina... E ancora, si firma tanticchia di carte (che sempre si accumulano!) e si guarda storto Catarella che, come sempre, irrompe nella stanza del commissario. Sono quasi diventati stereotipi, ma è quello che ci si aspetta, insieme a una Vigata che ci regala una ficzion ambientata negli anni Cinquanta e ci fa tenerezza il rapporto con Livia. Bello :)
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  • Andry
    June 6, 2017
    Sicuramente questo capitolo di Montalbano è più scorrevole ed interessante del precedente, che mi era parso molto lontano dai soliti romanzi del commissario di Vigata e più focalizzato sull'attualità degli eventi. Tuttavia non credo che possa essere comparato con i primi libri di Montalbano: non si trovano più le situazioni tragicomiche e le intricate indagini che avevano caratterizzato il personaggio agli inizi: mi pare che ormai la serie vada avanti di inerzia sul successo passato.
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  • 61pat
    June 5, 2017
    Per un attimo, all'inizio ho pensato che Camilleri avesse perso lo smalto e non fosse riuscito a dare a Montalbano la solita carica, ma poi mi sono ricreduta. E' il Montalbano di sempre, un po' invecchiato, con i suoi problemi, la difficoltà di fare giustizia a modo suo, ma coerente, piacevole, amatissimo.
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  • Prescritto
    June 6, 2017
    Forse non il più bello ma molto intenso, scritto come sempre con una vocalità che leggendolo, ti sembra di cantare.
  • keikohuchica
    May 29, 2017
    Un Camilleri in grande spolvero.
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