Lacci
Che cosa lasciamo, quando lasciamo qualcuno? Una casa, una famiglia, il passato, un'idea di futuro, la nostra peggiore fotografia impressa a fuoco negli occhi di chi abbiamo amato. Passiamo la vita a spaccare vasi e incollare cocci illudendoci di essere nuovi di zecca. E cerchiamo di non guardare troppo indietro, perché il tempo dei bilanci è un tempo vano, ridicolo e struggente. Domenico Starnone ha scritto un libro intensissimo e vero. Il racconto a tre voci delle forze sotterranee che tengono in vita i matrimoni anche dopo l'amore.«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre cosí la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza piú che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è piú radicale dell'abbandono, ma niente è piú tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Lacci Details

TitleLacci
Author
LanguageItalian
ReleaseOct 14th, 2014
PublisherEinaudi
ISBN-139788806194796
Rating
GenreFiction, European Literature, Italian Literature, Cultural, Italy

Lacci Review

  • Orsodimondo
    January 1, 1970
    MORTE DELLA FAMIGLIAHo lasciato Domenico Starnone circa a metà degli anni Novanta, a ‘Denti’, ‘Il salto con le aste’, ‘Sottobanco’, ‘Eccesso di zelo’ (che è la tragicomica storia della caduta rovinosa dopo un abbandono), l’ho lasciato scrittore interessante, gradevole, caustico, portato al grottesco. Lo ritrovo vent’anni dopo diventato quello che mi vien voglia di definire un “signor scrittore”, oppure uno scrittore con la esse maiuscola.Daniel Rueda e Anna Devis: Autoritratto architettonico.In MORTE DELLA FAMIGLIAHo lasciato Domenico Starnone circa a metà degli anni Novanta, a ‘Denti’, ‘Il salto con le aste’, ‘Sottobanco’, ‘Eccesso di zelo’ (che è la tragicomica storia della caduta rovinosa dopo un abbandono), l’ho lasciato scrittore interessante, gradevole, caustico, portato al grottesco. Lo ritrovo vent’anni dopo diventato quello che mi vien voglia di definire un “signor scrittore”, oppure uno scrittore con la esse maiuscola.Daniel Rueda e Anna Devis: Autoritratto architettonico.In questo breve romanzo, molto ben congegnato, che in modo divertente e intelligente è diviso in tre parti, ciascuna raccontata da un personaggio diverso (prima la moglie, poi il marito, infine la figlia minore), Starnone mi pare scrittore elegante, sapiente, intenso, dotato di scrittura strutturata, colta, a più registri, rapida e veloce senza perdere di profondità, capace di geometrie semplici e complesse al contempo (non sono solo tre voci diverse, c’è un notevole salto temporale in mezzo). Daniel Rueda e Anna Devis: Autoritratto architettonico.Sin dall’incipit:Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie. Lo so che questo una volta ti piaceva e adesso, all’improvviso, ti dà fastidio. Lo so che fai finta che non esisto e che non sono mai esistita perché non vuoi fare brutta figura con la gente molto colta che frequenti. Lo so che avere una vita ordinata, doverti ritirare a casa a ora di cena, dormire con me e non con chi ti pare, ti fa sentire cretino. Incipit che sembra spiegare, raccontare e far capire tutto.Sembra, ma così non è: perché più avanti, invece, ci sono sorprese, come in un thriller.Perché quello che scopriamo è: Tutto quello che non siamo stati e avremmo desiderato essere, ma anche tutto ciò che siamo stati senza esserne consapevoli. Quella strana sensazione di essere stati allacciati alla vita senza che nemmeno ce ne fossimo accorti. (Christian Raimo su Internazionale)Daniel Rueda e Anna Devis: Autoritratto architettonico.Ci sono altri momenti molto belli dopo l’incipit. Su tutti, probabilmente, la scena tra il padre e i figli sui lacci delle scarpe, e come questo oggetto insignificante si sia trasformato in legame affettivo, dipendenza.Un sorriso me l’ha regalato ripensare ai consigli di sceneggiatura dell’epoca pre-computer: usare nomi propri corti, per risparmiare tempo di battitura, per semplificare, visto che si ripetono frequenti e non esisteva ancora il copia-incolla (Aldo, Vanda, Lidia, Anna, Sandro).Daniel Rueda e Anna Devis: Autoritratto architettonico.A Napoli negli anni Settanta Aldo lascia Vanda e due figli piccoli, Sandro e Anna – si trasferisce a vivere a Roma perché si è innamorato della giovanissima Lidia. Comincia a lavorare in televisione (RAI), prima come autore poi addirittura come conduttore, conosce una sua forma di successo, sia professionale che economico. La moglie gli scrive lettere al vetriolo, astiose, livorose, tenta il suicidio (strategico, dimostrativo, plateale), ci mostra e dimostra che quella separazione è un abbandono, ci mostra e dimostra il crollo interno ed esterno di un essere umano che non sa governarlo. Abbandono che è ferita, umiliazione, affronto. Rabbia e senso di colpa al contempo.Quattro anni dopo essere uscito di casa, Aldo torna sui suoi passi: la storia con Lidia è finita, lui avrebbe voluto farla continuare ma non ne è stato capace, riassume il suo ruolo di marito e padre, porta la famiglia a Roma, comprano una casa più grande e bella con vista sul Tevere, dove vivere tutti e quattro insieme. Felici e contenti? Quarant’anni dopo ci racconta come è andato avanti il matrimonio: nell’apparenza dell’affetto, nella sostanza della recriminazione e della frattura mai più risanata (lui è tornato a ‘tradire’, lei ha imparato a fare altrettanto). Una vita serena solo in apparenza, in realtà rattrappita dalla paura e dalla limitazione, la riconciliazione è stata un patto di non belligeranza, una tregua a oltranza, non il ritrovarsi e riprendersi.La Daniel Rueda e Anna Devis: Autoritratto architettonico.terza parte è affidata alla figlia, ormai di età ben maggiore a quella che avevano i suoi quando si separarono per quei quattro deformanti anni. Anna, in un dialogo col fratello Sandro, chiude il cerchio del racconto. E ci dimostra come le colpe dei padri (e delle madri) ricadano sui figli, volenti o nolenti.Si è parlato di abbandono e separazione: ma in realtà questa parte prende solo le prime pagine. Il vero cuore della storia è il ritorno a casa, il momento in cui la coppia si ricuce, e la famiglia si ricompone. Dovrebbe esserci perdono e sguardo verso il futuro. Invece…Daniel Rueda e Anna Devis: Autoritratto architettonico.Lacci è la storia spietata e precisa del rumore profondo che fa un matrimonio quando si spezza, e della ferita che porta con sé anche quando si è deciso, con sofferenza, di ricominciare, di tornare ognuno al proprio posto.C’è, in questo romanzo lancinante, velocissimo mentre percorre in profondità una vita intera, e i sospiri di quattro mura, l’idea che a tenerci insieme a volte sia qualcosa di cattivo, di danneggiato, perfino di sadico, che non si riesce a perdonare e quindi non si cancella, ma ci accompagna.L’immagine di copertina.
    more
  • Seemita
    January 1, 1970
    Validation is a monster we carry within us – we seek it in abundance for the tiniest of things to the biggest of matters; and in the sordid event of its unavailability in external sources, we turn inwards and grab it nonetheless. We validate ourselves; we justify ourselves. Human mind has long been at the end of its wits, attempting to sieve the validation in a pragmatic funnel against a narcissistic one. But the success has been fleeting and regularly, illusional. And within these enchanting we Validation is a monster we carry within us – we seek it in abundance for the tiniest of things to the biggest of matters; and in the sordid event of its unavailability in external sources, we turn inwards and grab it nonetheless. We validate ourselves; we justify ourselves. Human mind has long been at the end of its wits, attempting to sieve the validation in a pragmatic funnel against a narcissistic one. But the success has been fleeting and regularly, illusional. And within these enchanting webs of illusions, Domenico Starnone weaves a riveting story of love, infidelity, greed and futility. In case it’s slipped your mind, Dear Sir, let me remind you: I am your wife. Thus opens the novel with accusations of Vanda, a mother of two teens, whose husband, Aldo, has left the family to be with a younger woman. She writes with definite anger but refrains from pouring her heart out. Aldo, who is firmly in love with Lydia, defends his position but refrains from severing ties altogether. Sandro, 11 and Anna, 7 remain undecided on their parents – one’s visible presence and the other’s invisible care makes the side difficult to choose.Fast forward 30 years – Vanda and Aldo are septuagenarians, on a vacation to Gallipoli and fretting about leaving Labes, their cat, alone in their home at Rome. Have they reconciled? On what conditions? For how long? And most importantly, why?Reading Starnone’s prose was akin to the experience of visiting the childhood home of a sagacious, delightful elderly – he gingerly takes you around, discarding all elements of haste, pauses for long at seemingly trivial artefacts but regales you soon with their back stories, encourages you to ask questions without expecting immediate answers, doles out honeyed wisdom without warning, leaving you oddly sticky at times, offers you a break from the occasional exhaustion by slipping a smart joke, sinks indulgently into soft swirls of nostalgia and opens hidden doors, one after another, to reveal spaces of vintage and inspiring beauty. Ties is a brilliant work – defying the confines of any genre, it achieves an exhilarating balance among narrative voice, structure, pace, lyricism and content. Initially, the plot appeared a whimpering mule but it grew gradually, and eventually morphed into a shrewd stallion at the stunning climactic pages. It left me gasping for more even as it cocooned me in a delicate mesh of validations. The ties wouldn’t let go, and I wouldn’t desert them either. Because sometimes, all we want is to nestle in an inertia that neither redeems us nor destroys us – it just keeps us afloat.
    more
  • Elyse Walters
    January 1, 1970
    Interesting introduction by Jhumpia Lahiri.... left me with mixed feelings. I didn't think it was 'terrible' but I didn't think it was 'terrific' either. Something felt 'odd'. Domenico Starnone is rumored to be the husband of Elena Ferrante...... making this a bookend- companion to Ferrante's "Days of Abandonment". Both books center around a couple's broken marriage. Their children are innocent victims.... I felt protective for them. The couple - both husband and wife are self- loathing. --- bot Interesting introduction by Jhumpia Lahiri.... left me with mixed feelings. I didn't think it was 'terrible' but I didn't think it was 'terrific' either. Something felt 'odd'. Domenico Starnone is rumored to be the husband of Elena Ferrante...... making this a bookend- companion to Ferrante's "Days of Abandonment". Both books center around a couple's broken marriage. Their children are innocent victims.... I felt protective for them. The couple - both husband and wife are self- loathing. --- both books are well written - good - engaging - addictive- yet somewhat pretentious.
    more
  • Agnieszka
    January 1, 1970
    Ties by Domenico Starnone is well told and quite engaging story that reads like reversed version of Elena Ferrante’s The days of abandonment. When the latter was written from perspective of abandoned wife and is a meticulous description of her anguish and struggles, first to save the marriage, later just to maintain sanity this novel gives us a picture of deserted wife through lens of her unfaithful husband. Ferrante’s novel feels more emotional, raw and visceral, hysterical even. Domenico Star Ties by Domenico Starnone is well told and quite engaging story that reads like reversed version of Elena Ferrante’s The days of abandonment. When the latter was written from perspective of abandoned wife and is a meticulous description of her anguish and struggles, first to save the marriage, later just to maintain sanity this novel gives us a picture of deserted wife through lens of her unfaithful husband. Ferrante’s novel feels more emotional, raw and visceral, hysterical even. Domenico Starnone offers the reader more mitigated and restrained version that to me felt less powerful. Vanda and Aldo are couple for some decades now. She is rather apodictic though devoted and very logic woman. Aldo seems to be rather hen-pecked husband. He’s acquiescent and submissive at home though has his secrects and acts now and then behind her back. Many years earlier he abandoned Vanda for younger woman. We are told about that through letters of Vanda in which she tries to remind Aldo his responsibilities. In case it’s slipped your mind, Dear Sir, let me remind you: I am your wife are the first words we read. These letters create first part of the story. In the second part we get portrait of Vanda and their children, and marriage, and his infatuation with Lidia told by Aldo himself. And here lies my biggest issue with the novel. I didn’t buy entirely Aldo's story nor justifications of his deeds, I couldn’t understand his acts sometimes. Yes, I know in real life people who feeling bored with life and current spouse are pursuing their happiness elswhere. Yes, I can even understand them. Well, mostly. But not leaving own children! And the last, short part of the novel gives just their perspective of what happened forty years back and how it coloured their subsequent life.All in all rather good read though to tell the true nothing revelatory here. It has some good moments, the title ties for instance in its literal and metaphorical meaning or story with the name of the cat. As a wholeness however it's rather another, I don't want to say banal, classic story about marital crisis, both its causes and effects. Husband that feels he got married too young, his love affair, suffering of the wife and children left on their own weaving between loyalty towards mother and love to father. The novel feels interesting outside its literary value. Domenico Starnone is married to Anita Raja who was "outed" some times ago as Elena Ferrante. I like to think how Ties correspond with The days of abandonment. And I liked that Starnone took one step further and gave us perspective of children. Because when marriage fails it's them who pay the biggest price what is so easily overlooked or just dissmised by adults. 3,5/5
    more
  • Jill
    January 1, 1970
    Take a look at the cover artwork of the superb book, Ties, by Dominco Starnone. Look carefully. The cover artfully captures the theme: a man attempting to move forward who is crippled by his shoe ties and within seconds of taking a fall.Those who have read Elena Ferrante’s extraordinary books – Days of Abandonment and The Lost Child, two of my favorite books ever – will sense some similarities, which does not take away from the power of the book. The scenes are emotionally raw, filled with insig Take a look at the cover artwork of the superb book, Ties, by Dominco Starnone. Look carefully. The cover artfully captures the theme: a man attempting to move forward who is crippled by his shoe ties and within seconds of taking a fall.Those who have read Elena Ferrante’s extraordinary books – Days of Abandonment and The Lost Child, two of my favorite books ever – will sense some similarities, which does not take away from the power of the book. The scenes are emotionally raw, filled with insight and pathos, wrenching in its autopsy of the marriage between Aldo and Vanda.There are ties here, yes – constraining ties of marriage and children, ties of societal expectations, and ties that eventually trip up his two children who have been emotionally harmed – and there is fury, from the very first page, as Vanda confronts (in epistolary form) the damage done by Aldo, who has left her for a younger woman. And there are boxes, too – both figurative and metaphorical – starting with an artistic cube that Aldo collected and transcending outward into the boxes we each put ourselves in as we strive for something more but settle for an inauthentic life.The marital house that Vanda and Aldo live in is also a character in its own right. Without spoilers, the house is key to the order and disorder of their lives, mirroring the falsity and coming apart of this couple.A wonderful forward by Jhumpa Lahiri, the translator, provides a number of insights and helped me to admire the book even more. I decided to read it after finishing this slim novel, and I would encourage others to do so as well. By waiting, I was able to formulate my own thoughts. I think I would have been too influenced had I read it initially (although Ms. Lahiri scrupulously avoids spoilers, preferring to focus on themes).This brilliant book deserves all the praise I think it will get. It’s a great study on how a book should be written.Footnote: Right after writing this review, I discovered that Dominico Starnone is the husband of Anita Raja – the literary translator who was “outed” as Elena Ferrante.
    more
  • Kalliope
    January 1, 1970
    My reviews of I giorni dell'abbandono and this book are interconnected . The beginning of each are the same.Elena Ferrante published her work in 2002, while Domenico Starnone (husband of Anita Raja, the person behind the Ferrante pen name) published his twelve years later, in 2014. I read them in the wrong order because I did not know what I have written above. Lacci came into my view in the GR feed, and I picked it up because I was looking for short works in Italian. Ferrante I had been holdin My reviews of I giorni dell'abbandono and this book are interconnected . The beginning of each are the same.Elena Ferrante published her work in 2002, while Domenico Starnone (husband of Anita Raja, the person behind the Ferrante pen name) published his twelve years later, in 2014. I read them in the wrong order because I did not know what I have written above. Lacci came into my view in the GR feed, and I picked it up because I was looking for short works in Italian. Ferrante I had been holding off until I felt a bit more comfortable with my Italian, and chose it over the Neapolitan tetralogy just in case. ***********Lacci ought to be read after Days of Abandonment. It is almost a reply to the former, which again raises more questions about the relationship and identities of a man and a woman, and them as a couple. This novel was more interesting from a literary point of view, and may be less appealing for female readers for whom Ferrante's exploration of the psyche of a woman is very alluring.Starnone has resorted to a construction that always engages me (view spoiler)[ Amongst my favourite books I place An Instance of the Fingerpostand Wandlungen einer Ehe. (hide spoiler)]. The story is told by three different points of view, although the latter is a dual one. And these three accounts follow each other in time. The novel then expands along four dimensions - the three viewpoints plus the extension in time, creating a greater depth and a broader view. The reader can feel more confident about the panorama presented as well as more doubtful about drawing easy conclusions.It was amusing to learn that when the search to find the identity behind the signature of Elena Ferrante, Domenico Starnone was one of the candidates considered to stand behind the mask.Both books make perfect choices for book clubs.
    more
  • Jenny (Reading Envy)
    January 1, 1970
    "Love is just a container we shove everything into...."A story about a longterm unhappy marriage that is brought into focus after a series of events. The first section is told in letters from the wife to the husband, the second section is told from the husband's point of view and contains a large amount of backstory, and the third section is told from the perspective of their children."We have both learned that we need to hide a great deal from each other, and tell each other even less."
    more
  • Blair
    January 1, 1970
    Ties is brief and bracing, a portrait of a marriage falling apart after too many years of being held together by the finest threads.It opens with a series of letters from a woman, Vanda, to her estranged husband, Aldo. We know from her phrasing that he is writing back, at least sometimes, but we don't see his replies, so we're left with a one-sided chronicle of broken, ferocious rage. Aldo has left Vanda for a younger woman, offering little explanation and even less consideration of the couple's Ties is brief and bracing, a portrait of a marriage falling apart after too many years of being held together by the finest threads.It opens with a series of letters from a woman, Vanda, to her estranged husband, Aldo. We know from her phrasing that he is writing back, at least sometimes, but we don't see his replies, so we're left with a one-sided chronicle of broken, ferocious rage. Aldo has left Vanda for a younger woman, offering little explanation and even less consideration of the couple's two children, Sandro and Anna. At the time of her final letter, four years after their initial separation, Aldo has finally expressed an interest in establishing a relationship with his son and daughter.In the second part of the book, we get Aldo's point of view – decades later. He and Vanda are now elderly; they also live together as husband and wife, so we know the estrangement must have been temporary. The two of them have returned from holiday to find their flat ransacked and their possessions strewn about. As Aldo tidies up the mess, he finds Vanda's letters along with some old photographs, and his thoughts are pulled back to memories of their separation, his affair, his secrets, how the years have weighed on both of them...Finally, we hear from Aldo and Vanda's daughter, Anna. In adulthood, she's as broken and bitter as Vanda was in the first part of the book. In fact, it becomes apparent that she and Sandro have both been twisted beyond repair by their parents' mutual resentment. The only ties that counted for our parents were the ones they've tortured each other with their whole lives. A simple story from their childhood – about Aldo teaching Sandro to tie his shoelaces – becomes a shape-shifting motif, illustrating how the family's memories clash and diverge, how they have each painted a different picture of their mutual history.Ties is a very different animal from First Execution, the first (and so far only other) Starnone novel to be translated into English. Where that book was metafictional and provocative, with the author inserting a version of himself into a plot driven by political and philosophical ideas, Ties takes a more traditional narrative approach, and ruminates on themes common in literary fiction: romantic and familial relationships, the nature of truth, and the damage wrought by quietly destructive behaviour. It is, however, similarly elegant and intelligent in tone and style, and despite having a different translator, it feels as though it has exactly the same voice – recognisably Starnone's.Starnone is married to Anita Raja, who was 'outed' as Elena Ferrante in Claudio Gatti's infamous NYRB piece last year. Starnone was even suspected of being Ferrante himself at one point. A thorough, interesting review by Lili Loofbourow in The Week compares Ties to Ferrante's The Days of Abandonment, suggesting that the books are in dialogue with each other; that Ties is the counterpoint to Days. I can't comment too much on this: I started Days a while back but never finished reading it; I haven't read anything else by Ferrante. But it's certainly a compelling vantage point from which to analyse the novel (though I would disagree with Loofbourow's assertion that the reader is pushed towards sympathising with Aldo, and that Vanda's fury is offputting. In fact I 'sided' with Vanda throughout the book, and found Aldo totally unsympathetic – his inability to understand how abandoning his family might impact his children is so complete it's almost comical. It's not that Starnone tries to make his protagonist's awful behaviour palatable, more that Aldo is deeply fascinating in spite of it).I've noticed lots of talk about Ties in book-orientated media, no doubt due to the Ferrante connection. Let's hope this hastens the translation of Starnone's other novels into English, because after two five-star reads, I want to get my hands on every single one.I received an advance review copy of Ties from the publisher. Many thanks to Daniela Petracco and Europa Editions UK.TinyLetter | Twitter | Instagram | Tumblr
    more
  • Gabril
    January 1, 1970
    13.1.2015/ 13.1.2019 (rilettura)No, non c'è niente fuori posto in questo fulminante, acerrimo racconto di Starnone.Solo che non si vede l'ora di uscirne.La precisione chirurgica con cui viene descritta la disfunzionalità esemplare di una famiglia sbagliata penetra con puntiglio crudele nelle viscere di un fallimento progettato, verso la rovina certa.E non c'è niente da fare, niente da obiettare.E' semplicemente doloroso, senza scampo per nessuno. Se la verità è crudele, la menzogna, l'ipocrisia 13.1.2015/ 13.1.2019 (rilettura)No, non c'è niente fuori posto in questo fulminante, acerrimo racconto di Starnone.Solo che non si vede l'ora di uscirne.La precisione chirurgica con cui viene descritta la disfunzionalità esemplare di una famiglia sbagliata penetra con puntiglio crudele nelle viscere di un fallimento progettato, verso la rovina certa.E non c'è niente da fare, niente da obiettare.E' semplicemente doloroso, senza scampo per nessuno. Se la verità è crudele, la menzogna, l'ipocrisia e il silenzio sono devastanti.Rimangono i puri simboli di tutta questa meticolosa, progressiva distruzione: i lacci, da cui marito moglie e figli sono reciprocamente incatenati; il nome del gatto e l'immagine della casa messa a soqquadro dai ladri, con le dovute sorprese che attendono il lettore nel finale.
    more
  • RACA
    January 1, 1970
    "Ne düşündüğümü bilmek istiyor musun? Bana ne yaptığını henüz fark etmediğini düşünüyorum. Elimi boğazımdan aşağı sokup içindekileri, göğsümdekini koparana dek çekmiş de çekmiş gibisin, anlıyor musun?""Bir şeyi açıkça söylemeye çalıştığın zaman, sadece onu basitleştirdiğin için açık olduğunu anlıyorsun."Yüz Kitap'ın diğer kitaplarını da merak ediyorum. 💙
    more
  • Gülşen Ç
    January 1, 1970
    Kısa bir Pandora Kitabevi ziyareti sırasında yeni gelen kitaplar arasında gördüm, Artful Living'in 2018 yılı yayın evleri değerlendirmesinde de bir yerde ismi geçiyordu oradan aklımda kalmış. Malum Pandora yeni çıkan kitaplar raflarına da belli oranda indirim yapıyor, hadi dedim alayım. Metroya bindim, mucize bu ya oturacak yer buldum. En sevdiğim şey yolda giderken aldığım kitapları karıştırmaktır. Elime ilk Bağlar geldiği için şöyle bir okuyayım dedim. Son durak Hacıosman'a kadar gidip 40 sayf Kısa bir Pandora Kitabevi ziyareti sırasında yeni gelen kitaplar arasında gördüm, Artful Living'in 2018 yılı yayın evleri değerlendirmesinde de bir yerde ismi geçiyordu oradan aklımda kalmış. Malum Pandora yeni çıkan kitaplar raflarına da belli oranda indirim yapıyor, hadi dedim alayım. Metroya bindim, mucize bu ya oturacak yer buldum. En sevdiğim şey yolda giderken aldığım kitapları karıştırmaktır. Elime ilk Bağlar geldiği için şöyle bir okuyayım dedim. Son durak Hacıosman'a kadar gidip 40 sayfasını okudum.Elena Ferrante geldi aklıma, "Sen Gittin Gideli" romanıyla benzeşiyor biraz sanki. Bir de moralim biraz bozuktu, nasıl özdeşleştim bir anda Vanda ile anlatamam. Dili su gibi, konu zaten bir anda sardı, eve girer girmez devam edip bitirdim. Gerçekten son dönemlerde okuduğum romanlar arasında en güzellerinden birisiydi. Sonunu bilhassa çok sevdim. Domenico bey otobiyografik öğeler falan mı koydu acaba diye de bir şüphem var.Hararetle tavsiye ediyorum.
    more
  • Matteo Fumagalli
    January 1, 1970
    Videorecensione: https://youtu.be/TOu7MbfWtHg
  • João Carlos
    January 1, 1970
    "... Aprendemos os dois que, para vivermos juntos, devemos dizer um ao outro muito menos do que aquilo que calamos."”Laços” (2014) é um premiado romance do escritor italiano Domenico Starnone (n. 1943), casado com Anita Raja (n. 1953), tradutora, apontada como sendo -supostamente - a escritora Elena Ferrante; acentuadas pelas referências e pela similitude ao seu livro ”Os Dias do Abandono” (2002).Laços” é um romance curto dividido em três partes – três livros. O primeiro livro resulta da escrita "... Aprendemos os dois que, para vivermos juntos, devemos dizer um ao outro muito menos do que aquilo que calamos."”Laços” (2014) é um premiado romance do escritor italiano Domenico Starnone (n. 1943), casado com Anita Raja (n. 1953), tradutora, apontada como sendo -supostamente - a escritora Elena Ferrante; acentuadas pelas referências e pela similitude ao seu livro ”Os Dias do Abandono” (2002).Laços” é um romance curto dividido em três partes – três livros. O primeiro livro resulta da escrita/leitura de nove cartas de Vanda, escritas na década de 70 para o marido Aldo Minori, num registo epistolar. Depois das cartas de Vanda, surge a narrativa de Aldo – segundo livro -, em que relembra o período em que deixou a sua mulher para ir viver com Lídia, a sua bela amante de dezanove anos, num relato já na velhice, após um inesperado acontecimento ocorrido na casa onde habitam. No terceiro livro são os filhos do casal – Anna e Sandro, agora adultos, meditando sobre a infância, os relacionamentos trágicos, as frustrações e as ambiguidades que se estabelecem, sobrepondo-se por vezes inexplicavelmente aos desejos e aos impulsos do bem-estar e do amor. Relembram também a frieza emocional da mãe, alterando o contexto apreciativo do papel e do comportamento de cada um dos progenitores. Talvez este seja o livro mais poderoso e chocante, uma vez que assistimos ao desfazer dos vínculos e às contrariedades decorrentes da incapacidade de superação para os filhos enquanto menores.”Laços” é um excelente romance contemporâneo sobre o casamento, reflectindo sobre o amor e a ruptura, enquadrando as relações afectivas entre um casal, onde os filhos podem conferir inesperados e surpreendentes desenvolvimentos e episódios. As complexas teias das relações entre marido e mulher, as discussões a respeito da identidade individual de cada um, a infidelidade, a experiência devastadora da ruptura e da separação, e as consequências para os filhos, estão exemplarmente tipificadas. A escrita de Domenico Starnone é meticulosa, ordenadamente estruturada, com várias opções em aberto, sem respostas ou soluções definitivas. ”Laços” é um romance provocativo de leitura imprescindível.Na contracapa da edição portuguesa:"O amor é um jogo sublime. E uma perigosa armadilha.Como muitos casamentos, o de Vanda e Aldo foi sendo desgastado pelo tempo, a tensão, o atrito, a rotina, a infidelidade. Mas sobreviveu ileso. Ou talvez não.Olhando de perto, com atenção, é possível ver as finas fissuras que podem estilhaçar o casamento, como uma pequena jarra que se toca ao de leve e se desfaz em mil pedaços.O que deixamos para trás quando deixamos alguém? Uma casa, uma família, um passado, uma ideia de futuro?Quão fortes são os laços que nos unem aos que amamos? E quão livres nos permitem ser?"
    more
  • Maxwell
    January 1, 1970
    What a screwed-up family. But aren't all families kind of screwed-up? 3.5 stars
  • Roberto
    January 1, 1970
    “Ora mi è tutto chiaro. Hai deciso di tirarti fuori, di abbandonarci al nostro destino. Desideri una vita tua, per noi non c’è spazio. Desideri andare dove ti pare, vedere chi ti pare, realizzarti come ti pare. Vuoi lasciarti alle spalle il nostro mondo piccolo ed entrare con la tua nuova donna in quello grande.”Un uomo un giorno lascia la sua casa, la moglie, i figli, perché si è innamorato di un’altra donna. La moglie soffre, è furibonda, non capisce, non si capacita, lo minaccia, gli ricorda “Ora mi è tutto chiaro. Hai deciso di tirarti fuori, di abbandonarci al nostro destino. Desideri una vita tua, per noi non c’è spazio. Desideri andare dove ti pare, vedere chi ti pare, realizzarti come ti pare. Vuoi lasciarti alle spalle il nostro mondo piccolo ed entrare con la tua nuova donna in quello grande.”Un uomo un giorno lascia la sua casa, la moglie, i figli, perché si è innamorato di un’altra donna. La moglie soffre, è furibonda, non capisce, non si capacita, lo minaccia, gli ricorda i suoi “doveri”; che iniziano a richiamarlo indietro verso di lei.“Perché niente è più radicale dell’abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre.”Ma è troppo tardi, certe cose non si riaggiustano più. Non si riaggiustano per lui, che non riuscirà più a superare il suo sacrificio, ad accettare il fallimento della sua felicità. Non si riaggiustano per lei, che rimarrà opaca ed inacidita, consumata dal dolore e dalla rabbia. E non si riaggiustano per i figli, che da bambini prima e da adulti poi porteranno il segno dell’atmosfera pesante della famiglia.Lacci, romanzo che si legge molto rapidamente, è essenziale, ma fa riflettere. Starnone fa parlare tutti; prima la moglie ed il marito quando sono giovani, quindi loro quando sono anziani e poi i loro due figli, ormai grandi. Li fa parlare per descrivere con precisione le ragioni ed i meccanismi della lenta dissoluzione dei rapporti familiari. Evidenzia in questo modo atteggiamenti e reazioni, situazioni e stati d’animo. Di cosa parla Lacci? Di sentimenti traditi all’interno della famiglia, di relazioni tra genitori in crisi e figli, di persone che non perdonano, di rancore, di incomunicabilità, di realizzazione personale, del senso di voler mantenere a tutti i costi una relazione anche a discapito della felicità dei singoli componenti e con il solo risultato di invecchiare senza mai essere stati veramente “insieme”. Degna di nota la descrizione del matrimonio:“Mi fai l’esempio della scalinata. Hai presente – dici – quando si fanno le scale? I piedi vanno uno dietro l’altro così come abbiamo imparato da bambini. Ma la gioia dei primi passi si è persa”Starnone scrive bene, il libro è scorrevole, il linguaggio diretto, i personaggi sono ben caratterizzati ed è molto bravo a non prendere posizione, limitandosi a descrivere la situazione con distacco, senza apparente coinvolgimento. I temi di certo non sono nuovi ma sono sempre interessanti, anche se tristi e amari.La morale del libro è che se un rapporto si rompe, per qualche ragione, è inutile tentare di tornare indietro perché il tentativo è destinato a fallire con conseguenze negative per tutti i componenti della famiglia. Mi limito alle tre stellette perché purtroppo ho notato una certa artificiosità in alcune parti della trama; mi è sembrato che l'autore abbia voluto in qualche modo rendere interessante a tutti i costi la storia, perdendo però in alcuni punti in credibilità.Chissà cosa pensano dei ventenni a leggere un libro del genere…
    more
  • Konserve Ruhlar
    January 1, 1970
    Aile ve ilişkiler üzerine yakın zamanda okuduğum ikinci kitap olduğu için yerlere göklere sığdırılamayan 7 Yıl ( Peter Stamm) 'ın kitabıyla kıyasladım ister istemez. İkisinde de sadakatsiz oldukları kadar bencillikleriyle de ön plana çıkmış erkek karakterler romanın merkezinde. 7 Yıl'daki sığ anlatımın aksine Domenico Starnone'un kalemini daha incelikli buldum. Yine epey sade bir dil ama bu sadelik romanı asla basitleştirmiyor aksine güçlendiriyor. Kitap üç bölümden oluşuyor. Girişi aldatılan eş Aile ve ilişkiler üzerine yakın zamanda okuduğum ikinci kitap olduğu için yerlere göklere sığdırılamayan 7 Yıl ( Peter Stamm) 'ın kitabıyla kıyasladım ister istemez. İkisinde de sadakatsiz oldukları kadar bencillikleriyle de ön plana çıkmış erkek karakterler romanın merkezinde. 7 Yıl'daki sığ anlatımın aksine Domenico Starnone'un kalemini daha incelikli buldum. Yine epey sade bir dil ama bu sadelik romanı asla basitleştirmiyor aksine güçlendiriyor. Kitap üç bölümden oluşuyor. Girişi aldatılan eş Vanda'nın uzun ve sinirli mektuplarıyla yapıyoruz. Sonraki bölümde Aldo ( aldatan taraf) olayları kendi penceresinden anlatıyor. Son bölümde çocukların söz alması romanı üç boyutlu hale getirmiş. Çünkü aile; anne, baba ve çocuklardan oluşan basit bir denklem değildir. Aile her tarafı aynalarla çevrili gibi , her bir bireyin kendinin ve diğer ,üyelerinin yansımalarını yadsıdığı ve özümsediği karmaşık bir yapıdır. Bizi büyüten ebeveynlerimizin hataları nedeniyle acı çekeriz. Ama yetişkinlik dönemimizde anne babamıza benzemekten korkarken bir gün aniden aynada onları görürüz. Roman aile olmanın ve olamamanın zorluklarını çok iyi aktarmış.Müthiş kapak tasarımını Faruk Baydar yapmış. Jaguar'dan sonra Yüz Kitap da kapaklarını en sevdiğim yayınevlerinden. Çeviri Meryem Mine Çilingiroğlu'nun, çok severek okudum. https://konserveruhlar.wordpress.com/...
    more
  • Michela De Bartolo
    January 1, 1970
    Tristezza, questo è il sentimento che mi ha suscitato questo libro . Io non voglio crederci che l’amore tra due persone, dopo il matrimonio, dopo i figli , dopo le varie responsabilità non ci sia più . È vero che non esiste la famiglia spensierata e disincantata ,come quella propinataci dal Mulino Bianco , ma non credo sia tutto da buttare via . L’amore è vivere e riconoscere i propri limiti , crescere e venirsi incontro, confrontarsi e confortarsi . Io ci credo nell’amore , quello in cui ci si Tristezza, questo è il sentimento che mi ha suscitato questo libro . Io non voglio crederci che l’amore tra due persone, dopo il matrimonio, dopo i figli , dopo le varie responsabilità non ci sia più . È vero che non esiste la famiglia spensierata e disincantata ,come quella propinataci dal Mulino Bianco , ma non credo sia tutto da buttare via . L’amore è vivere e riconoscere i propri limiti , crescere e venirsi incontro, confrontarsi e confortarsi . Io ci credo nell’amore , quello in cui ci si affrontano i problemi in due in cui ci si sostiene ... qui ne Aldo , né Vanda sono capaci di chiudere un rapporto che non ha futuro dopo un tradimento , non c’è amore non c’è fiducia , e le vittime poi diventeranno i carnefici . I figli , Sandro e Anna , fanno da spettatori a questa tragica ed infelice storia , nessuno è in grado di perdonare , tutti coinvolti nel circolo vizioso del dolore .”Ora mi è tutto chiaro. Hai deciso di tirarti fuori, di abbandonarci al nostro destino. Desideri una vita tua, per noi non c’è spazio. Desideri andare dove ti pare, vedere chi ti pare, realizzarti come ti pare. Vuoi lasciarti alle spalle il nostro mondo piccolo ed entrare con la tua nuova donna in quello grande.”
    more
  • piperitapitta
    January 1, 1970
    Labes [*]Anatomia di una coppia, deflagrazione di una famiglia, storia di un matrimonio in tre atti.Scrivo “atti” e mi viene da pensare a un processo, al termine giudiziario; e in effetti questo romanzo è un processo al matrimonio di Vanda e Aldo e alla famiglia che hanno costituito, distrutto, dilaniato, cercato di ricomporre, ma anche in senso più ampio all’istituzione famiglia, al senso che i legami assumono, e alla loro trasformazione nel tempo subita da chi li stringe.In tre atti perché i p Labes [*]Anatomia di una coppia, deflagrazione di una famiglia, storia di un matrimonio in tre atti.Scrivo “atti” e mi viene da pensare a un processo, al termine giudiziario; e in effetti questo romanzo è un processo al matrimonio di Vanda e Aldo e alla famiglia che hanno costituito, distrutto, dilaniato, cercato di ricomporre, ma anche in senso più ampio all’istituzione famiglia, al senso che i legami assumono, e alla loro trasformazione nel tempo subita da chi li stringe.In tre atti perché i punti di vista che Starnone ci offre sono tre: quello di Vanda, quello di Aldo, e quello di Anna, uno dei due figli della coppia. Ieri, oggi, ancora oggi.È la storia di un tradimento (di un amore), di un abbandono (di un dolore), di un ritorno (di una sconfitta), la storia di Aldo che tradisce Vanda e la lascia per vivere la sua vita. E quella di Vanda, che si spiega, fino quasi a spezzarsi, ma non si arrende. Ma è soprattutto la storia non detta di Sandro e Anna, che vivono tradimento e abbandono senza comprenderli, e che da adulti ne porteranno i segni sulla pelle.Sapevo che sarebbe stato doloroso leggerlo, ma non pensavo che oggi, dopo oltre trent’anni, l’avrei vissuto ancora una volta da figlia, e non da quella donna che in quei lacci, che qualcuno ha annodato prima che nascesse, continua a inciampare ogni giorno.È teatrale, la rabbia di Vanda con la quale si apre il romanzo, tanto quanto è stato egoista quarant’anni prima (e passivo dopo) Aldo con il suo comportamento. È algida Vanda, oggi, e dura, così dura da non sembrare vera, ma è vera la loro storia, quella di un amore che si trasforma fino a trasformarli, quella di un dolore e di una sconfitta che ipotecano il futuro, quella di un presente che, oggi che sono due ultresettantenni, li trova ancora insieme, uniti dalle loro debolezze più che dal ricordo di un amore che è stato.Penso che l’amore sia il più spietato dei sentimenti, ma che il non amore che tiene uniti, nonostante tutto, unito al rancore e al rimpianto, sia capace di uccidere dentro, di trasformare i lacci in catene.L’ho amato e odiato, Starnone, e divorato, per la sua capacità di raccontare quello che è stato, quello che è, ma soprattutto per avermi descritto così bene quello che sarebbe potuto essere se non fosse stato. Be’, meglio così, forse, d’altra parte la vita, come disse qualcuno, si scrive direttamente in bella copia, e tutti improvvisiamo.«Per quella breccia passò anche il dolore di Vanda. E non solo sentiti per la prima volta nella carne quanto l'avevo scempiata, ma mi resi conto con la stessa insopportabile intensità che mentre io ero stato attento a schivare l'urto di quella sofferenza, i nostri due figli ne erano stati investiti, forse dilaniati. Tuttavia chiedevano di lacci. Tu ti allacci le scarpe come me? Sei ridicolo, ma mi insegni?»[*] http://www.dizionario-latino.com/dizi...
    more
  • Ana
    January 1, 1970
    Leitura estranha, crua e que me envolveu e ao mesmo tempo não me envolveu...Muito, muito raramente isto me acontece, mas ainda não sei que classificação lhe atribuir...Detestei todas as personagens, no entanto entendo-as a todas...Vai ser muito complicado explicar-me a mim e aos outros o que me trouxe esta leitura...Finalmente consegui pôr em vídeo a minha opinião sobre esta obra... Espreitem aqui:https://www.youtube.com/watch?v=-YPAr...
    more
  • Josh
    January 1, 1970
    (4.5) "Our parents destroyed us. They lodged themselves in our heads, and whatever we say or do, we keep obeying them."
  • Célia | Estante de Livros
    January 1, 1970
    Ora aqui está um livro que me tinha passado completamente despercebido aquando do seu lançamento e que só me chegou porque a Cris falou muito bem dele na Roda dos Livros e me fez querer lê-lo. Domenico Starnone é um conceituado escritor italiano que permanecia inédito em Portugal até à edição de Laços, último romance publicado pelo autor, em 2014.Laços relata, em relativamente poucas páginas, a longa história de uma disfuncional família italiana. O livro divide-se em três partes, cada uma delas Ora aqui está um livro que me tinha passado completamente despercebido aquando do seu lançamento e que só me chegou porque a Cris falou muito bem dele na Roda dos Livros e me fez querer lê-lo. Domenico Starnone é um conceituado escritor italiano que permanecia inédito em Portugal até à edição de Laços, último romance publicado pelo autor, em 2014.Laços relata, em relativamente poucas páginas, a longa história de uma disfuncional família italiana. O livro divide-se em três partes, cada uma delas dando a diferente perspetiva dos vários elementos dessa família em relação aos acontecimentos que marcaram o seu crescimento e desenvolvimento: na primeira, lemos várias cartas de Vanda, a mãe, escritas ao marido entre 1974 e 1978, no meio do turbilhão que foi o caso extra-conjugal de Aldo, que levou a que deixasse a família para ir viver com uma mulher mais nova; na segunda, o marido conta a sua versão dos acontecimentos; por fim, temos o impacto de tudo isto na vida dos dois filhos do casal.Laços faz um retrato brutal daquilo que é uma família presa por arames, ou melhor dizendo, por um conjunto de mentiras aliadas ao comodismo e à manutenção das aparências. Mas é também uma ode às consequências que a falta de amor e sinceridade pode ter não só sobre um casal, mas sobre quem apanha com os estilhaços – os filhos. Este é um livro que nos faz questionar aquilo que mantém uma família junta e até que ponto deverá sacrificar-se a felicidade individual de cada um dos seus elementos em prol do bem comum.A história não será propriamente original, mas a forma como Domenico Starnone a narra faz toda a diferença. Não precisa de muitas palavras para que o leitor fique com a noção perfeita da essência daquela família, e é essa economia de palavras aliada à sua pungência que marcam a diferença. Só não lhe dou a classificação máxima porque adivinhei, talvez cedo demais, um dos desenlaces finais, mas fora isso gostei muito. Quero, sem dúvida, ler mais deste autor, por isso espero que continuem a apostar na publicação da sua obra por cá. Tanto eu como ela conhecemos a arte da reticência. Desde essa crise de há tantos anos, aprendemos os dois que, para vivermos juntos, devemos dizer um ao outro muito menos do que aquilo que calamos. Tem funcionado.
    more
  • Banushka
    January 1, 1970
    aileyle, sahteliği, çıkarcılığı, mecburi bağlarıyla ilgili kitaplarla şaha kalkan edebiyat bence amerikan edebiyatı. bağlar da güçlü bir roman ama çok da farklı bir şey söylemedi bana. farklı anlatıcılar iyiydi, özellikle sonda çocukların gözünden bambaşka hikayeler anlatılması güzeldi ama roman boyunca alttan alta bir erkeklik sezdim. evi terk edip iki çocuğuyla çalışmayan karısını öylece bırakan bir adamın rahatlığı, iki yüzlülüğünü vermek istemiş starnone, evet, adamdan nefret ediyoruz ama ka aileyle, sahteliği, çıkarcılığı, mecburi bağlarıyla ilgili kitaplarla şaha kalkan edebiyat bence amerikan edebiyatı. bağlar da güçlü bir roman ama çok da farklı bir şey söylemedi bana. farklı anlatıcılar iyiydi, özellikle sonda çocukların gözünden bambaşka hikayeler anlatılması güzeldi ama roman boyunca alttan alta bir erkeklik sezdim. evi terk edip iki çocuğuyla çalışmayan karısını öylece bırakan bir adamın rahatlığı, iki yüzlülüğünü vermek istemiş starnone, evet, adamdan nefret ediyoruz ama kadın niçin bu kadar fena çizilmiş, kötücül ve aynı kötücüllük kızında da devam ediyor. adamlar yanlış yapsalar da iyiler, kaderlerine razı olmuşlar gibi bir hava var. e bu da beni biraz rahatsız etti :) bir gün tek başına'daki erkeklik gibi, rahatsız edici.
    more
  • Balam
    January 1, 1970
    Mahlas kullanan Elena Ferrante’nin esi oldugu iddia edilen Domenico Starnoe’nin kitabi ciktigindan beri listemdeydi, sonunda okuma firsati bulabildigim icin mutluyum :) Oncelikle kitabi genel hatlariyla begendigimi soyleyebilirim. Sade bir dille yazilmis oldukca da surukleyici bir kitap. Konusu ise oldukca siradan; bir adam karisi ve iki cocugunu genc bir kadin ugruna birakip gidiyor. Kitapla ilgili sevdigim noktalardan biri hikayeyi uc ayri bakis acisiyla gorebilmemizdi, ozellikle cocuklarinin Mahlas kullanan Elena Ferrante’nin esi oldugu iddia edilen Domenico Starnoe’nin kitabi ciktigindan beri listemdeydi, sonunda okuma firsati bulabildigim icin mutluyum :) Oncelikle kitabi genel hatlariyla begendigimi soyleyebilirim. Sade bir dille yazilmis oldukca da surukleyici bir kitap. Konusu ise oldukca siradan; bir adam karisi ve iki cocugunu genc bir kadin ugruna birakip gidiyor. Kitapla ilgili sevdigim noktalardan biri hikayeyi uc ayri bakis acisiyla gorebilmemizdi, ozellikle cocuklarinin gozunden anlatilan kisma bayildim. Yalniz ben bu tarz kitaplarda daha guclu kadin karakterler okumayi seviyorum sanirim, Elena Ferrante’nin Sen Gittin Gideli adli kitabini okuduktan sonra da benzer seyler hissettmistim. Kitabi okurken adamdan ve rahatligindan hatta kisiliginden nefret ettim; ama kadini da bir turlu sevemedim, ne hikayeyi mektuplari araciligiyla kendisinden dinlerken ne de adamin bakis acisiyla okurken. Kadinin bu kadar kotu diyebilecegimiz ozellikler tasiyan bir karakter olarak yazilmis olmasi beni rahatsiz etti. Kitaptan puan kirmamin sebebi de bu oldu acikcasi. Sonuc olarak gunumuz evlilik ve aile iliskileri uzerine bir roman okumak isteyenlere tavsiye ederim.
    more
  • Claire McAlpine
    January 1, 1970
    Ties is a novel about the short and long term effect of the first grand infidelity, on a couple, on their adult children and even on the life of their cat.As I began to read, I had a strange feeling of deja vu, or should I say deja lu, the voice of the woman who writes the letters in the opening chapters isn't the same, but the premise of her abandonment, being left with two children, it's as if this novel reignited elements of how I imagined Elena Ferrante's The Days of Abandonment which I read Ties is a novel about the short and long term effect of the first grand infidelity, on a couple, on their adult children and even on the life of their cat.As I began to read, I had a strange feeling of deja vu, or should I say deja lu, the voice of the woman who writes the letters in the opening chapters isn't the same, but the premise of her abandonment, being left with two children, it's as if this novel reignited elements of how I imagined Elena Ferrante's The Days of Abandonment which I read last summer and I found myself back there, in the same apartment, experiencing the same circumstances, only these are not the reflections of the same woman, nor of the same writer - well no - this is a man writing these letters from a woman (Vanda) and then in a voice that rings more true, that of the man (Aldo) who abandons, who wanted to suspend the life he found himself in, in pursuit of something else that claimed nothing more than pleasure from him.In Ferrante's devastating, gripping novel, the voice of the wife takes hold of the reader from the outset, she is calm and rational, appearing reasonable on the outside, all the while anger and rage builds inside her like a furnace. In contrast Starnone's protagonist Vanda, through excerpts from a few of the letters she wrote Aldo, that he rereads on the night of their return, 40 years after they were written, is angry, opinionated and doesn't hold back from sharing any of the catastrophic thoughts that come to her, about the damage he has done and is doing to her and the children. The narrative structure is interesting, as the story is set around the departure and return of Vanda and Aldo from a holiday at the sea. They are in their 70's and for the week they will be away they've asked their adult children to feed the cat. The three parts of the novel encompass, book one, the letters Vanda wrote when her husband left her, the departure for the holiday and the return narrated by Aldo, within which he deconstructs the marriage and his part in it; book two, the return to their apartment and the circumstance they find themselves in, evoking in him a long period of contemplation, going over events, memories and perceptions as he tries to understand how it all came to this.I held back. In general, faced with difficult situations, I slow down; I try to avoid making the wrong moves. She, on the other hand, after a moment of bewilderment, dives headfirst into terror, fighting it with everything she's got. She's always behaved this way, ever since I've known her, and it was what she did now.There is one scene where Aldo discovers an old photo of Vanda and it is as if he sees her the first time, he sees something of the essence of her, in youth, and fifty years later, has a partial realisation of what he had lost, of what he had failed to see, and by doing so, extinguished in her.I recognised the features of that period: flimsy clothes she sewed herself, scuffed shoes with worn-out heels, no make-up on her large eyes. What I didn't recognise on the other hand, was her youth. This, then, was what was alien to me, : her youth. In those pictures Vanda radiated a glow which-I discovered-I had no recollection of, not even a spark that allowed me to say: Yes she used to be like this.And book three, narrated by the daughter Anna, on one of the alternate days she has agreed to feed the cat, convincing her brother who she hasn't seen since he was favoured in her Aunt's will years ago, to meet her there. The novel is called Ties, a translation of Lacci or laces, which has a double meaning in Italian, meaning both the cords that we use to tie shoes and the connections or bonds between people and or things, a metaphor for the ties that continue to bind despite separation, distance, change, age. There are attempts to let go, by all the characters, attempts to distance, to free themselves of the bonds that tie, but none that really succeed, in some, the attempt to separate will result in the creation of new and more numerous ties, the son Sandro moves from one relationship to another, each resulting in another child.It's an intriguing novel, with what I felt was a slightly bizarre and unexpected ending, that invoked in me comparisons with The Days of Abandonment, however this novel was like reading from the outside, like looking at things from a distance, with a more questioning response, whereas Ferrante's novel succeeded in transporting the reader into the narrative, it's more cathartic and slightly terrifying, as she brings you to right to the edge of sanity, making you sense the danger in letting that temporary instability be observed by the outside world, a situation that many women in past centuries were indeed committed to asylums for, provoked as they were by the cool, insensitive abandonment of the patriarch.
    more
  • Hulyacln
    January 1, 1970
    Aldo ve Vanda 12 yıldır sakin bir evlilik sürdürüyor.İki çocukları var,merkezden uzak evlerinde ailelerinin oluşturduğu bir cennette yaşıyorlar. Ama bu düzen Aldo’nun başka bir kadına aşık olmasıyla sekteye uğruyor. Hayır, bitmiyor. Bazen kurduğumuz bağlar öyle sıkı düğümlere sahiptir ki, onlardan kurtulması güçtür ve kökleri derinlerdedir. .‘Bağlar’ bir çözülmeyi anlatıyor. Hem Aldo tarafını dinliyoruz hem Vanda tarafını. Hatta sonda çocuklar alıyor eline mikrofonu,çünkü onların da söyleyecekle Aldo ve Vanda 12 yıldır sakin bir evlilik sürdürüyor.İki çocukları var,merkezden uzak evlerinde ailelerinin oluşturduğu bir cennette yaşıyorlar. Ama bu düzen Aldo’nun başka bir kadına aşık olmasıyla sekteye uğruyor. Hayır, bitmiyor. Bazen kurduğumuz bağlar öyle sıkı düğümlere sahiptir ki, onlardan kurtulması güçtür ve kökleri derinlerdedir. .‘Bağlar’ bir çözülmeyi anlatıyor. Hem Aldo tarafını dinliyoruz hem Vanda tarafını. Hatta sonda çocuklar alıyor eline mikrofonu,çünkü onların da söyleyecekleri çok şey var. Çünkü çocukları olan bir çift arasındaki köprüler yıkılmaya başlarsa, genelde köprünün altında ilk kalanlar çocuklar olur..Domenico Starnone’nin Türkçe’de yayımlanan ilk kitabı olan bu eser kurgu yönüyle de dikkat çekici. Basit bir ihanet ve intikam kitabı değil kesinlikle. Çok insani, çok samimi yanları var. Unutmak, aidiyet, ebeveyn olma hatta evlat olma kavramları üzerine de düşündürüyor. Yapılan her eylemin suda bir halka yaratacağına atıfta bulunmayı da ihmal etmiyor..Meryem Mine Çilingiroğlu çevirisi ve Faruk Baydar kapak tasarımı ile birlikte okumaktan büyük keyif duyduğum bir eser oldu.Umarım yazarın diğer eserleri ile de yakın zamanda buluşuruz..
    more
  • Elalma
    January 1, 1970
    E' stata una lettura veloce, graffiante e dolorosa. Mi ha dato un vago malessere, quello dovuto non ai grandi dolori e drammi della vita, ma ai piccoli veleni quotidiani, quando ci si lascia vivere, si vorrebbe scappare e non si riescono a vedere le piccole gioie che ci circondano. Dunque, un bel libro, ma non lo consiglierei.
    more
  • Lucy Meeker
    January 1, 1970
    This book is excellent! It's well written and paced perfectly. This year I've read quite a few books that were good, except they would drag in parts. Not this book. I'm a slow reader, but whipped through this book because it was hard to put down.I won a copy of this book from the publisher Europa Editions. Thanks!
    more
  • Grazia
    January 1, 1970
    Labes - Distruzione Il romanzo tratta di cosa tenga insieme una famiglia se l'amore tra i coniugi finisce.Verrebbe quasi da dire l'odio tra le parti, anche se mi rendo conto che l'affermazione appare provocatoria....ma l'odio è, anch'esso, uno dei tanti possibili modi di declinare la reciproca necessità creata dai "lacci" (legami) derivanti dal vissuto comune.È un'analisi spietata, amara ed indigesta delle conseguenze di alcune azioni che portano alla distruzione nei fatti dell'armonia familiare Labes - Distruzione Il romanzo tratta di cosa tenga insieme una famiglia se l'amore tra i coniugi finisce.Verrebbe quasi da dire l'odio tra le parti, anche se mi rendo conto che l'affermazione appare provocatoria....ma l'odio è, anch'esso, uno dei tanti possibili modi di declinare la reciproca necessità creata dai "lacci" (legami) derivanti dal vissuto comune.È un'analisi spietata, amara ed indigesta delle conseguenze di alcune azioni che portano alla distruzione nei fatti dell'armonia familiare (armonia che esisteva veramente per tutte le parti coinvolte?).Le conseguenze delle nostre azioni, l'irreversibilita' di alcuni passi, l'impossibilità di negare la propria natura, l'accettazione di obblighi e di responsabilità. ... siam sempre così consapevoli?Mi è piaciuto il modo in cui Starnone ha deciso di raccontare questa storia, che, dal mio punto di vista, si presta moltissimo per divenire una rappresentazione teatrale.Il finale inaspettato è molto triste, molto angosciante, molto provocatorio. Ma sicuramente è ciò che dà carattere al breve romanzo.3,5 *
    more
  • Aslıhan Çelik Tufan
    January 1, 1970
    Bir ailenin yaşadığı sıkıntıları aile fertlerinin bakış açısı ile okuyoruz. Kitap üç bölümden oluşuyor öncelikle ailenin annesinin ağzından eşine yazdıklarını duygularının arkasını okuyoruz. Bence bu bölümden sonra bi nebze okur olarak etki altında kalıyoruz. Sonrasında kadının eşini okumaya başlıyor ve bence kadının anlattıklarının etkisi adamın yaptıklarının makul sebeplerinin olmaması ya da tam kendisini ifade edememesi etkili oluyor kadına hak vermemizde. En çok çocukların anlatışı etkiliyor Bir ailenin yaşadığı sıkıntıları aile fertlerinin bakış açısı ile okuyoruz. Kitap üç bölümden oluşuyor öncelikle ailenin annesinin ağzından eşine yazdıklarını duygularının arkasını okuyoruz. Bence bu bölümden sonra bi nebze okur olarak etki altında kalıyoruz. Sonrasında kadının eşini okumaya başlıyor ve bence kadının anlattıklarının etkisi adamın yaptıklarının makul sebeplerinin olmaması ya da tam kendisini ifade edememesi etkili oluyor kadına hak vermemizde. En çok çocukların anlatışı etkiliyor bence. Hem çok kısa tutulmuş hem çok net. Babalarının anlattığı bölümde sinyallerini alsak da onların açısından okumak çok etkileyiciydi bence. Kitabın adıyla müsemma metaforu, betimlemeleri ve metnin açıklığı kendisini bir oturuşta okutuyor. Akşam çayın yanında hoop bitivericek cinsten ama etkisini hele ki ebeveyn iseniz eş iseniz unutmak kolay olmayacak bence. Tavsiye ediyorum!
    more
  • Rosalba
    January 1, 1970
    Passiamo la vita a spaccare vasi e incollare cocci illudendoci di essere nuovi di zecca. E cerchiamo di non guardare troppo indietro, perché il tempo dei bilanci è un tempo vano, ridicolo e struggente.Il fallimento di un matrimonio analizzato da tre punti di vista: quello della moglie tradita; quello del marito e infine quello dei figli. Non ne esce una buona visione del matrimonio, così come non ne escono bene i due coniugi. I figli? Segnati emotivamente e incapaci di allacciare legami duraturi Passiamo la vita a spaccare vasi e incollare cocci illudendoci di essere nuovi di zecca. E cerchiamo di non guardare troppo indietro, perché il tempo dei bilanci è un tempo vano, ridicolo e struggente.Il fallimento di un matrimonio analizzato da tre punti di vista: quello della moglie tradita; quello del marito e infine quello dei figli. Non ne esce una buona visione del matrimonio, così come non ne escono bene i due coniugi. I figli? Segnati emotivamente e incapaci di allacciare legami duraturi. Apprezzabilissima la sorpresa finale.....E' un buon libro per riflettere sui "lacci" che annodiamo, lacci che un bel giorno si torcono e che - spesso solo per opportunismo, non si sciolgono, preferendo alla solitudine i compromessi.
    more
Write a review